Sicilia, Cultura

"Sprezzatura", mostra di arte contemporanea alla galleria Zelle di Palermo

Nove artisti e due regioni del sud: Sicilia e Sardegna. L'esposizione: "Sprezzatura. Homo faber, homo dialecticus" è curata da Alberto Zanchetta. Un gioco raffinato tra senso e significato

PALERMO. Alla domanda cos'é la "sprezzatura" difficilmente chiunque sarebbe in grado di rispondere, quanto meno di spiegare il senso non solo semantico quanto piuttosto filosofico del termine.

È su questo gioco raffinato tra senso e significato che Alberto Zanchetta, curatore della mostra "Sprezzatura. Homo faber, homo dialecticus", crea una narrazione contemporanea a partire dalle opere per arrivare al contesto passando per quella parte intima ma molto interessante, che propone accanto agli esiti artistici tutto il lavoro di progetto, di tessitura, scarti di lavorazione che danno un senso più pieno a ciascun racconto.

Una cura del particolare che rende prezioso il lavoro, serio il ragionamento. Che motiva il perché delle cose alimentandole dall'interno quasi che l'artista volesse coinvolgere lo spettatore nello stesso processo creativo sin dal suo esordio.

Nove artisti: Giuseppe Lana, Fabio Melosu, Sebastiano Mortellaro, Chiara Seghene, Stefano Serusi, Carlo Spiga, Studio++, Giovanni Termini. Due regioni del sud: Sicilia e Sardegna, accomunate dall'essere estremi di una penisola, la stessa Italia che Luciano Fabro all'alba degli anni Settanta rielaborava inseguendo forse nella diversità delle forme, reali e ideali, nella diversità dei materiali, il cambiamento che allora stava trasformando profondamente il nostro paese.

Ricongiungere i due estremi nel solco tracciato da Fabro, credo che per Zanchetta significhi sollecitare i giovani artisti a trovare una nuova sintonia culturale, che proprio nelle differenze locali possa rafforzare un senso comune di identità territoriale, seppur minacciata dalla stramba smania di particolarismo. Artisti che si interrogano e interrogano sullo spazio e sull'oggetto, consapevoli che la soluzione è dinamica e per nulla scontata.

A Zelle, dopo L.E.M di Sassari, è in atto il secondo momento di un a riflessione che sembrerebbe voler restare aperta. Aperta sui contesti, sul senso del fare, sul dettaglio non come orpello ma come consapevolezza del gesto, come parte fondamentale del ragionamento. Una riflessione che ha in sè  il valore del rigore, la capacità di  alternate i significati, dimostrando che tra inizio e fine c'è sempre una scia di azioni, pensieri, elementi che hanno reso possibile diventare ciò che siamo.

Sulle opere inutile commentare, poiché il bello è interagire con esse, scoprirle e trovare, ciascuno a suo umodo, un significato su misura.

La mostra inizia oggi, sabato 24 novembre, alle 19 a "Zelle arte contemporanea" di via
Fastuca 2 a Palermo. Rimarrà aperta sino al 24 dicembre 2012, dal martedì al sabato dalle 17 alle 20.


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