Raccolta dei rifiuti, protesta continua

La decisione di incrociare le braccia a tempo indeterminato è stata presa ieri mattina al termine di una assemblea

CALTANISSETTA. Lo sciopero dei netturbini di Caltambiente si preannuncia senza soluzione di continuità. È stato deciso ieri mattina nel corso della loro assemblea. Contemporaneamente si è tenuta una assemblea, ristretta, dei sindacati di categoria, per valutare eventuali futuri interventi. La soluzione potrebbe essere nella decisione attesa da parte del giudice esecutore chiamato a dirimere la vertenza tra l’Ato Ambiente e la ditta Catanzaro Costruzione che ha ipotecato i quattrini che erano stati incassati dall’Ato e dovevano servire a pagare gli stipendi dei lavoratori ed i fornitori.

La decisione dei netturbini di incrociare le braccia era nell’aria già da diversi giorni, a partire dall’inizio del mese scorso quando l’Ato per sedare il principio della protesta dei netturbini che rivendicavano il pagamento del mese di settembre aveva anticipato parte dello stipendio. Poi, come un fulmine a ciel sereno è arrivato l’atto di pignoramento delle somme incassate dall’Ato con il pagamento della Tarsu da parte dei contribuenti.

Grazie alla mediazione del sindacato l’azione di protesta era stata più volte rinviata, compresa la giornata di sciopero che era stata preannunciata già per mercoledì scorso e poi sospesa dopo la notizia della convocazione da parte del prefetto dove, al termine della riunione di mercoledì pomeriggio i sindacati hanno lasciato il tavolo respingendo le due ipotesi prospettate da Caltambiente e dal commissario liquidatore Elisa Ingala.

All’incontro hanno preso parte, oltre al prefetto Carmine Valente,il viceprefetto vicario, Giuseppina Di Raimondo, il liquidatore dell’Ato Ambiente, Elisa Ingala, il coadiutore Teobaldo Russo, il sindaco Michele Campisi, l’assessore Gaetano Angilella, l’assessore all’Ambiente Carlo Giarratano, il ragioniere generale Claudio Bennardo, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Armando Amico e per Caltambiente Mario Meli; per le rappresentanze sindacali, Giuseppe Scarantino Cgil, Rosario Margotta Uil, Mario Lo Cicero Ugl, Liborio Lombardo Cisl e Luisa Lunetta Cgil. Le ipotesi messi in campo in prefettura per scongiurare lo sciopero dei netturbini riguardavano la possibilità di liquidare la rimanente parte dello stipendio di settembre entro la fine del mese di novembre e sempre entro la fine dello stesso mese l’Ato concedeva una anticipazione relativa al mese di ottobre. Tutto questo nelle more del pronunciamento del giudice esecutore che dovrà decidere sull’azione di pignoramento avviata dalla ditta Catanzaro Costruzione gestore della discarica di Siciliana. Nelle casse dell’Ato, in pratica, non c’è più il becco di un quattrino.

Al decreto di pignoramento si è opposto l’Ato, ma sulla questione e sulla efficacia o meno del decreto ingiuntivo, dovrà ancora pronunciarsi il giudice esecutore. Fallita la mediazione in prefettura ieri mattina l’assemblea dei lavoratori ha confermato l’azione di protesta fino a tempo indeterminato, comunque fino a quando non percepiranno lo stipendio di ottobre e la rimanente parte dello stipendio di settembre.

L’unica soluzione è nelle mani del giudice esecutore nel caso in cui dichiari inammissibile il procedimento avviato dalla ditta Catanzaro Costruzioni sbloccando così il milione di euro dell’Ato che consentirebbe di procedere al pagamento delle spettanza dei lavoratori ed al pagamento anche dei fornitori.

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