Niscemi, bilancio approvato: ma rimane il rischio bancarotta

La causa è l'enorme esposizione delle casse comunali con i debiti fuori bilancio ereditati dall'amministrazione del sindaco Francesco La Rosa

NISCEMI. Approvato all'unanimità dal consiglio comunale il bilancio di previsione per l'esercizio 2012. È stato varato uno strumento finanziario che richiederà molti sacrifici economici ai cittadini. Ma non sarà costellato di «lacrime e sangue», perché è stato evitato lo sforamento del patto di stabilità e il default.

Il rischio bancarotta per il futuro prossimo dell'ente però è alto, a causa dell'enorme esposizione delle casse comunali con i debiti fuori bilancio ereditati dall'amministrazione del sindaco Francesco La Rosa. Debiti, la cui stima definitiva nessuno è in grado di dare, anche perché sono sempre crescenti man mano che il contenzioso tra il Comune e i privati va concludendosi con le sentenze di condanna per lo più a carico dell'ente locale.

«È difficile - ha affermato il vicesindaco Rosario Meli nella conferenza stampa di ieri - fare una quantificazione esatta di questi debiti. Attualmente stimiamo che il Comune abbia una perdita tra i 15 e i 18 milioni di euro». Una cifra enorme, se si considera che il bilancio presenta un pareggio tra entrate e uscite pari a oltre 58 milioni di euro. Di questa somma, il 57 per cento della spesa corrente è riservata al personale.

L'assessore Meli, per far quadrare i conti ed evitare il dissesto finanziario, si è rivelato un vero equilibrista. Ha fatto ricorso all'aumento di alcuni tributi locali ma ha anche preservato le fasce più deboli della popolazione. L'aliquota Imu è stata portata allo 9,76 per mille per la seconda casa, ma è stata ridotta al 4 per mille per chi è ricoverato in modo permanente in strutture protette e per gli emigranti (la cui prima casa altrimenti verrebbe tassata come seconda abitazione).

Per compensare in parte i tagli derivanti dal minor introito delle rimesse regionali e statali, il bilancio fa affidamento al maggiore gettito previsto dal condono tributario. «Facciamo anche affidamento - ha precisato Meli - sul piano di alienazione degli immobili comunali. Si tratta di circa 280 immobili (terreni, fabbricati e aree edificabili) che l'ente immetterà sul mercato per fare cassa. Prevediamo un introito di circa 3 milioni di euro».

Altre somme potranno arrivare dalla cessione dei lotti del piano di insediamento produttivo, per la costruzione di capannoni artigianali e industriali. Il prezzo di queste aree è stato determinato in 72 euro al metro quadrato. «Ma abbiamo preso un impegno - sottolinea Meli - con il consiglio comunale di esaminare il regolamento del Pip, appena sarà pronto, per cercare di poter abbassare il costo dei lotti».

Il consigliere Giuseppe Giugno, coordinatore della coalizione di maggioranza, esprime il suo plauso all'intero consiglio comunale per il senso di responsabilità dimostrato nel varare il bilancio, mentre dà atto al vicesindaco Meli di aver saputo indorare la pillola amara delle aliquote Imu, riservando una particolare attenzione ai servizi sociali. «Siamo uno dei pochi Comuni della Sicilia - ha sottolineato Giugno - con il bilancio già approvato dall'organo consiliare».

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