Sicilia, Cultura

Camilleri a Urbino: "Monti contribuisce a colonizzare le lingua italiana"

Lo ha affermato in un passaggio della sua lectio magistralis lo scrittore Andrea Camilleri, che oggi ha ricevuto la laurea honoris causa in lingue, tornando a bacchettare il presidente del Consiglio

URBINO. "A me la nostra lingua non sembra star molto bene e che non si faccia niente per curarla sicché le sue condizioni di salute peggiorano col trascorrere del tempo". Lo ha affermato in un passaggio della sua lectio magistralis lo scrittore Andrea Camilleri, che oggi ha ricevuto dall'Università di Urbino la laurea honoris causa in lingue, tornando a bacchettare il presidente del Consiglio Monti, "il primo, certamente in totale buonafede, a collaborare a una più sottile e pericolosa e devastante forma di colonizzazione, quella della lingua italiana da parte di lingue straniere".

Proprio lui, ha insistito Camilleri, "parlando di spread o di spending rewiew è il primo a dare il cattivo esempio. Monti però non fa che continuare una pessima abitudine dei nostri politici, basterà ricordare parole come 'election day', 'devolution','premier' e via di questo passo. Oppure creando orrende parole derivate tipo 'resettare'. Tutti segni, a mio parere, non solo di autosudditanza ma soprattutto di un sostanziale provincialismo".

"Da qualche anno a questa parte - ha ricordato Camilleri - la traduzione in italiano di tutti gli
atti dell'Unione Europea è stata abolita. L'obbligatorietà della traduzione rimane per l'inglese, il francese e il tedesco. E questo senza che nessun politico italiano vigorosamente protestasse, pur essendo l'Italia uno dei paesi fondatori della Ue".

"Se all'estero la nostra lingua è tenuta in scarsa onsiderazione, da noi - ha aggiunto - viene quotidianamente sempre più vilipesa e indebolita da una sorta di servitù volontaria e di assoggettamento inerte alla progressiva colonizzazione alla quale ci sottoponiamo privilegiando l'uso di parole inglesi".

"E c'é di più. Un esempio per tutti. Mi è capitato di far parte, quale membro italiano, della giuria internazionale del Premio Italia annualmente indetto dalla Rai con sede a Venezia. Ebbene, il regolamento della giuria prevedeva come lingua ufficiale dei giurati quella inglese, senza la presenza di interpreti. Sicché uno svedese, un russo, un francese e un giapponese e un italiano ci trovammo costretti ad arrangiarci in una lingua che solo il rappresentante della Bbc padroneggiava brillantemente. Va da sé - ha concluso - che la lingua ufficiale, in Francia, del Festival di Cannes è il francese, la lingua ufficiale in Germania del Festival di Berlino è il tedesco".

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