Gela, danni ad operai in impianto Eni: 17 indagati

A vario titolo sono indagati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi, secondo responsabilità legate alle posizioni di garanzia occupate nelle diverse società (Anic, Enichem, Praoil, Syndial, ecc), alle quali ha fatto capo l'impianto Clorosoda

GELA. Il procuratore della  Repubblica presso il tribunale di Gela, Lucia Lotti, ha  sottoposto a indagini 17 persone, tra tecnici e dirigenti del  reparto Clorosoda, l'impianto dell'Eni per la produzione di  ipoclorito, soda caustica e dicoloroetano, sostanze che avrebbe  fatto ammalare decine di dipendenti, alcuni poi morti.     A vario titolo sono indagati di omicidio colposo e lesioni  colpose gravi, secondo responsabilità legate alle posizioni di  garanzia occupate nelle diverse società (Anic, Enichem, Praoil,  Syndial, ecc), alle quali ha fatto capo l'impianto Clorosoda. Il  pubblico ministero ha chiesto al gip di poter acquisire sin  d'ora la testimonianza, attraverso incidente probatorio (cioè  prova definitiva da portare a dibattimento), di uno dei 105  operatori di questo reparto, ormai in condizioni di malato  terminale perchè affetto da «patologie assai gravi, tali da  porlo in condizione di precarietà e pericolo di vita».     Si cerca di appurare il nesso di causalità tra le malattie  che lo hanno colpito e la sua attività di lavoratore a contatto  con gli inquinanti in quell'impianto chimico dell'Eni. Analogo  provvedimento, in incidente probatorio, è stato richiesto allo  stesso gip al fine di acquisire le perizie medico-legali di 12  lavoratori del Clorosoda, già deceduti negli anni passati, per  i quali, non si esclude l'esumazione dei cadaveri e l'autopsia.

La procura comunica con una nota di avere «acquisito una vasta mole di dati e documenti identificate le diverse patologie, spesso ricorrenti, riportate da tanti lavoratori e vagliata accuratamente la riconducibilità di tali malattie al contatto con le sostanze chimiche presenti nell'impianto ed alle modalità con cui queste venivano trattate nell'ambiente di lavoro». 
«Per avere una prima ricostruzione del quadro specifico delle patologie e del nesso causale - prosegue il comunicato della procura - è stata quindi disposta ed acquisita una consulenza tecnica medico-legale che ha messo a fuoco, attraverso l'esame del materiale documentale raccolto, le posizioni dei lavoratori affetti da patologie o deceduti e i profili di possibile riconducibilità alle lavorazioni dell'impianto clorosoda».  

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