Strade allagate a Gela, il sindaco: tombini ostruiti

Fasulo: "Coperti abusivamente da tappetini e coperture di fortuna"

Sicilia, Archivio

GELA. Una vasta area limitrofa a via Venezia, strada ad alto traffico veicolare dalla periferia nord di Gela, si allaga ad ogni minimo acquazzone perchè «quasi l'ottanta per cento dei tombini di scarico, a nord e a sud di questa arteria, sono ostruiti abusivamente da tappetini e coperture di fortuna e (per il 10%) otturati con colate di cemento». Lo ha reso noto il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, che lancia un appello «al buon senso e alla responsabilità dei cittadini» e dà disposizione all'Ato CL2 di rimuovere ogni copertura, minacciando multe salate per i trasgressori.

Per Fasulo, tappando le caditoie si causano ogni volta «imponenti allagamenti che, non solo rallentano il traffico ma creano forti situazioni di pericolo per l'incolumità di tutti». I residenti della zona si giustificano ricordando che da anni denunciano, inascoltati, l'inadeguatezza della condotta fognaria di via Venezia, da cui fuoriescono miasmi insopportabili, pericolosi per la salute. Per oltre due km, infatti, la fogna cittadina è ricavata da un canale di gronda per le acque piovane, con caditoie prive dei necessari sifoni che dovrebbero impedire la fuoruscita di gas nauseabondi. E la gente copre come può questi tombini. La soluzione al problema è legata alla costruzione di un vero e proprio collettore di reflui, ma lo scandalo sulle «fogne d'oro», esploso nel 1990, in piena guerra di mafia, impedì al comune di completare il progetto, dopo avere realizzato appena un quinto dell'intera opera.

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