Ato rifiuti, ex vertici in Tribunale per bilanci «falsati»

L’allora presidente, il suo vice e due componenti del «Cda» accusati di false comunicazioni sociali e abuso di potere

CALTANISSETTA. Piccole scaramucce già al momento d'incardinare il nuovo procedimento che si celebrerà a carico degli ex vertici dell'Ato rifiuti. Chiamati a rispondere di false comunicazioni sociali e abuso di potere. Imputazioni legate ad alcuni bilanci societari che l'accusa ritiene siano stati alterati. Sotto accusa sono l'ex presidente dell'Ato Cl1, Giuseppe Cimino, il suo vice, Salvatore Parenti e gli allora consiglieri del consiglio d'amministrazione, Giuseppe Lupo e Antonino Baglio (difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Giuseppe Dacquì, Sergio Iacona e Giuseppe Arnone). E ieri è stato composto il nuovo Collegio giudicante che sarà presieduto da Antonio Napoli (giudici a latere Atonia Leone e walter Turturici). Ed a rappresentare l'accusa sarà il pm Cristina Lucchini che, ieri, si è opposta alla citazione dei sindaci che si sono costituiti parte offesa ritenendo che le loro ragioni possono esser provate documentalmente. Ma alla fine il Tribunale ha ammesso l'audizione degli amministratori e, globalmente, dei cinquantotto testimoni che sono stati citati dalla difesa. Unico ex sindaco non ammesso ieri su richiesta della parte civile, perché in precedenza non ne era stata chiesta l'audizione, è l'allora capo della giunta di San Cataldo, Giuseppe Di Forti. I quattro imputati sono stati tirati in ballo per presunte irregolarità, sia sotto il profilo gestionale che contabile, che la guardia di finanza avrebbe riscontrato dall'analisi dei bilanci societari relativi al periodo compreso tra il 2005 e il 2007. Saranno parte civile la stessa Ato CL1, la Provincia ed i comuni di Caltanissetta, San Cataldo, Bompensiere, Serradifalco, Sommatino, Santa Caterina, Milena e Vallelunga (assistiti dagli avvocati Francesco Panepinto, Aristide Galliano, Michele Costa, Renata Accardi, Gianluca Amico, Davide Schillaci, Massimo Dell'Utri, Antonio Campione e Angelo Bruccheri).

VI. F.

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