Precari degli enti locali, inizia la resa dei conti

Alcuni sindaci dei comuni siciliani stanno correndo ai ripari, in vista dei mancati rinnovi previsti per la fine dell’anno. La Regione tre settimane fa ha inviato una circolare in cui invitava a confermare i contratti in scadenza prima del 2013 ma gli amministratori dubitano sulle possibilità di finanziamento di una spesa di oltre 300 milioni l’anno

PALERMO. Il sindaco di Santa Ninfa, prevedendo di non poter rinnovare i contratti, ha obbligato parte dei precari a mettersi in ferie per evitare di dover pagare a gennaio le vacanze non godute. Il sindaco di Partanna, sempre nel Trapanese, ha rinnovato i contratti a 113 ex Lsu e Asu ma ha apposto una clausola che suona come un cupo presagio: se la Regione non darà almeno il 90% della somma necessaria per gli stipendi, la proroga è nulla. Sono le prime crepe nel sistema dei precari degli enti locali, un muro a cui sono aggrappati circa 20 mila lavoratori degli enti locali.
Santa Ninfa è il primo Comune a fermare formalmente i precari. E il primo effetto è stato la sospensione di alcuni servizi che erano interamente affidati agli Lsu: «Lo scuolabus - commenta il sindaco Paolo Pellicane - è interamente affidato a precari. E siccome abbiamo dovuto metterli in ferie, di conseguenza si è fermato il servizio». La decisione sulle ferie nasce dal fatto che «se non potremo rinnovare i contratti, non ci sarà neppure tempo per far prendere le ferie arretrate. Da qui l’urgenza, perchè altrimenti alla scadenza del contratto dovremo pagare le vacanze non godute». Il Comune di Santa Ninfa ha preso anche una seconda decisione che sta facendo tremare il fronte dei precari degli enti locali: «La Corte dei Conti ci ha obbligato a non pagare più le integrazioni allo stipendio. Significa che dobbiamo riportare i contratti da 36 ore a 24 e limitare sia gli stipendi sia i servizi in cui questo personale è impiegato».
Si stanno verificando i problemi che da mesi denunciano sia i sindacati che i sindaci, frutto dell’incrocio fra norme regionali e paletti statali: «Per rinnovare i contratti - spiega Matteo Cocchiara, presidente dell’Asael, associazione degli amministratori degli enti locali - è necessario che il costo non superi il 50% della spesa corrente e che comunque non si oltrepassi la soglia del 2008. Sono condizioni che nessun Comune al di sotto dei 5 mila abitanti è in grado di garantire». Cocchiara mette sul tappeto un secondo problema: «La Regione sta dando solo l’80% del contributo per pagare i contratti, meno di quanto atteso dai sindaci. A questo punto le soluzioni sono solo tre: ridurre l’orario di lavoro a 24 o 18 ore, ridurre il numero dei precari o aumentare le tasse per finanziare una maggiore spesa. I contratti però scadono a fine dicembre e non ci sono le condizioni ora per ipotizzare che vengano rinnovati».
La Regione per la verità tre settimane fa ha inviato una circolare in cui invitava i sindaci a rinnovare i contratti in scadenza prima del 2013 (mentre quelli che si interrompono da gennaio in poi inciampano in nuovi limiti statali). Ma i sindaci dubitano sulle possibilità che la Regione finanzi davvero una spesa che vale oltre 300 milioni all’anno: «Noi abbiamo già proceduto alle proroghe - spiega Giovanni Cuttone, sindaco di Partanna - ma c’è una clausola che scioglie automaticamente gli accordi se la Regione non rispetta l’impegno di finanziarli o dà meno di quanto dato quest’anno».
Non a caso a Scaletta Zanclea il sindaco Mario Briguglio già a settembre, in accordo con i sindacati, ha deciso di ridurre l’orario di lavoro per far rientrare la spesa all’interno del budget ridotto garantito dalla Regione». È un problema che hanno anche gli enti più grandi: «Se la Regione non darà garanzie - anticipa Nanni Ricevuto, presidente della Provincia di Messina - a fine anno non potremo rinnovare i contratti di 90 precari».
Notizie che a macchia di leopardo stanno componendo un puzzle che terrorizza i sindacati: «La situazione è gravissima e il tempo stringe. Abbiamo chiesto al presidente Rosario Crocetta di affrontarla subito convocando le parti sociali» fa sapere Massimo Bontempo, leader del Movimento giovani lavoratori, il sindacato autonomo più rappresentativo.

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