I pneumatici per auto hanno la carta d'identità

Dal primo novembre 2012 tutti pneumatici venduti nell'Unione Europea devono indicare il grado di efficienza per la resistenza al rotolamento (più è bassa, minori sono i consumi), per la tenuta sul bagnato e la rumorosità. Consumi di carburante e inquinamento atmosferico derivano anche da un cattivo stato o dalla cattiva qualità di un pneumatico, o anche solo da una pressione insufficiente.   
Da ieri (Regolamento UE 1222/2009') tutti pneumatici venduti nell'Unione Europea devono indicare il grado di efficienza per la resistenza al rotolamento (più è bassa, minori sono i consumi di carburante), per la tenuta sul bagnato e la rumorosità. Quindi, come per un elettrodomestico di nuova generazione che ha una scala di valori per valutarne l’ efficienza sul consumo di corrente, così é stata definita una scala di valori per i pneumatici, da A a G, accompagnata dal simbolo di una nuvoletta (per il grip, ovvero l’aderenza su asfalto
>bagnato) e di una pompa della benzina (per la resistenza al rotolamento).
Sarà il disegno di un megafono, accompagnato dal valore in decibels, a indicare il rumore emesso dal rotolamento. Tali informazioni riguardano esclusivamente i pneumatici per autovetture (C 1), trasporto leggero (C2) e trasporto pesante (C3) fabbricati a partire dal 1° luglio 2012 (data di produzione 2712, dove 27 è la ventisettesima settimana e 12 è l'anno 2012). Sono invece esclusi i pneumatici per moto, macchine agricole, ricostruiti, da competizione, di emergenza (ruotino), chiodati, con codice velocità inferiore a 80 km/h, i pneumatici con diametro nominale del cerchio inferiore o uguale 254 millimetri (10 pollici) o uguale/superiore a 635 mm (25 pollici), i pneumatici progettati per essere montati sui veicoli immatricolati per la prima volta prima del 1 ° Ottobre 1990. L’ obiettivo della nuova direttiva comunitaria è duplice: la sicurezza, obbligando tutti i produttori ad eseguire test approfonditi e l'ambiente, riducendo i consumi degli automezzi e quindi le emissioni di CO2. Si calcola infatti che circa il 20% del consumo di carburante di un'auto è determinato dal rotolamento dei pneumatici.
I grandi costruttori di pneumatici hanno anche il timore che l'Europa possa venire invasa da gomme economiche provenienti dall'Est asiatico e già massicciamente presenti (causa il basso prezzo d’acquisto). Imporre a livello comunitario una certificazione che attesti la qualità del pneumatico è un modo per difendere i produttori continentali ma, principalmente, per offrire più sicurezza e risparmio agli automobilisti.

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