Gela, inchiesta aperta sulla raffineria

Il gip di Gela, Lirio Conti, ha affidato a diversi periti il compito di accertare se vi siano o vi siano state perdite di prodotti idrocarburici e sversamenti dai serbatoi

GELA. Il gip di Gela Lirio Conti, dopo la richiesta di incidente probatorio fatta dalla procura, ha affidato a diversi periti il compito di accertare se vi siano o vi siano state perdite di prodotti idrocarburici e sversamenti dai serbatoi senza doppio fondo nella raffineria di Gela.

Il giudice vuole anche sapere quale sia lo stato della falda acquifera sottostante l'area oggetto di verifica  e delle procedure di bonifica previste dal progetto definitivo di bonifica della falda del sito di Gela approvato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La notizia sulla decisione del gip è apparsa nei giorni scorsi su alcuni siti online locali.

La Procura indaga sul possibile inquinamento ambientale dei terreni e della falda derivante da serbatoi del parco generale della Raffineria di Gela S.p.A. ipotizzando l'omessa comunicazione di eventi inquinanti, smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e disastro innominato colposo.

Mentre la magistratura tenta di imprimere un'accelerazione ai vari filoni dell'inchiesta sull'inquinamento ambientale, aperta a quasi un decennio, Gela si interroga su oltre mezzo secolo di industrializzazione inquinante, e conta i suoi bambini malformati (tasso sei volte più alto che nel resto d'Italia), i casi di tumore e le malattie renali, respiratorie e cardiovascolari che qui hanno un'incidenza doppia rispetto alla media nazionale. A Gela vi sono casi di bimbi con sei dita alle mani o ai piedi, senza un orecchio, idrocefali con teche craniche di dimensioni superiori al normale.

Per aggirare le lungaggini del processo penale, 30 famiglie di bambini malformati hanno da tempo citato a giudizio l'Eni e due sue aziende, la Syndial e la Raffineria di Gela, allo scopo di ottenere un risarcimento dei danni subiti. La procura gelese ha messo a disposizione i dati finora accertati.

"I dati sulla quantità di malformazioni neonatali ci preoccupano molto e purtroppo non ci sorprendono". Lo dice il sindaco di Gela, Angelo Fasulo commentando le novità sull'inchiesta che riguarda l'inquinamento provocato dal petrolchimico. "E' arrivato il momento di spazzare via il cono d'ombra sulla salute dei cittadini e fare chiarezza una volta per tutte", aggiunge il sindaco, che rivendica "un rapporto chiaro con lo stabilimento", e ammonisce: "non può esserci conflitto tra occupazione e tutela della salute".

"Mercoledì scorso, nell'incontro che abbiamo avuto a Roma con il Presidente della Commissione Ambiente alla Camera Angelo Alessandri - dice Fasulo - abbiamo sollecitato i finanziamenti relativi alle procedure di controllo ed al rilevamento della qualità dell'acqua e dell'aria e notevoli passi in avanti si stanno facendo anche per quel che riguarda il rilascio
dell'autorizzazione di impatto ambientale". "Pretendiamo dal Petrolchimico che il problema occupazionale e quello ambientale vengano affrontati in maniera seria e concreta - conclude il sindaco - investendo in nuove tecnologie e processi produttivi avanzati che in ogni altro Paese
industrializzato vengono applicati senza inquinare e senza seminare veleni nell'ambiente".

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