Sicilia, Archivio

Salvatore racconta Sandy: «Per fortuna è passata»

La testimonianza di un giovane mussomelese da qualche anno trasferitosi a New York

MUSSOMELI. L'America sotto la minaccia di una terribile calamità naturale. La costa orientale degli Stati Uniti devastata da un uragano la cui intensità ha pochi precedenti nella storia. New York colpita duramente da Sandy, una tempesta che ha provocato morte e distruzione nella East Coast. In mezzo ai numeri, alle immagini trasmesse dalle tv, alle corrispondenze dei giornalisti, c'è la tranquilla vita di un giovane italiano che come altri milioni di americani ha dovuto fronteggiare una catastrofe naturale, pregando per i propri cari e preparandosi ad ogni evenienza. Per Salvatore Mingoia, 31 anni, mussomelese da qualche anno trasferitosi a New York dove vive con la moglie Kristen, il peggio è passato. In lui il ricordo lucido e vivo dei momenti più difficili, quando si è trovato per davvero (e non è una figura retorica) nell'occhio del ciclone. "Grazie a Dio la situazione nella mia zona è abbastanza tranquilla- ci rassicura Salvatore-. Qualche albero e' stato sradicato accanto al parco, ma del resto ci riteniamo abbastanza fortunati. C'e' molta gente senza luce e ci sono stati allagamenti nelle zone "A", cioè ai bordi di Brooklyn, Manhattan e negli altri tre quartieri della città". Salvatore racconta la difficoltà di chi vive vicino alla costa della Grande mela. "Non c'è possibilità di collegamento tra Brooklyn e Manhattan, perché i ponti e i tunnel sono stati chiusi, quindi andare al lavoro è quasi impossibile". Il giorno della paura collettiva è stato quello del lunedì. Un lunedì di paura ma anche di sangue considerato il numero delle persone scomparse. "Il peggio è stato verso le 8 di sera, quando il vento soffiava davvero forte sulle case. Eravamo in contatto con familiari e amici tramite Facebook e telefoni. Alcuni hanno perso la luce già in prima serata, però fortunatamente non hanno subito allagamenti". Salvatore, che conosce bene gli americani, è sicuro che New York e gli stati occidentali dell'America sapranno reagire e superare le difficoltà. "Penso che sia stato fatto davvero un ottimo lavoro nell'avvertire tutti in tempo riguardo l'impatto che Sandy avrebbe avuto sulla città. Del resto penso che ci vorranno un po' di giorni se non delle settimane prima che la situazione torni alla completa normalità". Ciò che conta però è che Salvatore stia bene. "Va tutto bene, ma la paura è stata molta. Il vento intenso, un ciclone devastante". Un'emergenza che il popolo americano supererà con quella capacità che li contraddistingue.

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