La Raffineria rischia il blocco totale Sospesa l’unica linea di produzione

L’ad Casa preoccupato per gli interventi sulla linea P2 imposti dalla procura e dallo sciopero dei Tir

GELA. Aumenta la tensione per le sorti degli impianti attualmente in marcia all’interno della fabbrica Eni. L’amministratore delegato di raffineria Bernardo Casa ha scritto al prefetto di Caltanissetta e alle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil. Davanti alla protesta organizzata dagli autotrasportatori e agli interventi imposti dalla magistratura sulla linea P2: l’ipotesi del blocco totale della fabbrica continua a farsi sempre più concreta. In bilico, quindi, c’è la funzionalità dell’unica linea di produzione rimasta attiva. La protesta degli autotrasportatori, infatti, sta creando più disagi di quelli preventivati. Praticamente, nessun carico riesce ad entrare o uscire dalla fabbrica: anche se nel primo pomeriggio di ieri, un leggero allentamento ha consentito il passaggio di alcuni automezzi. Carburanti e materie prime già stoccate, senza nuovi rifornimenti, non sembrano sufficienti ad assicurare il proseguo dell’attività. Così, la preoccupazione monta. Alla protesta degli autotrasportatori si aggiunge la questione legata al cantiere della linea P2: l’unica, al momento, capace di far transitare il greggio verso gli impianti. Dopo il dissequestro deciso dalla magistratura, successivo ad un incendio subito domato dagli operai incaricati dei lavori nell’area, si cerca di completare gli interventi di bonifica e messa in sicurezza imposti dai magistrati. Così, al momento, la linea non può essere utilizzata per il passaggio del greggio e delle materie prime che arrivano via mare. Una situazione di stallo che ha convinto l’amministratore delegato Bernardo Casa ad allertare le autorità locali: compreso il prefetto di Caltanissetta. Anche i segretari provinciali di Filctem, Uilcem e Femca sono stati messi a conoscenza. Se il blocco non verrà superato nelle prossime ore, nessuna ipotesi potrà essere scartata. Nella mattinata di ieri, l’opzione del blocco totale di tutti gli impianti sembrava la scelta più gettonata dalla dirigenza della multinazionale.

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