Perquisizioni e sequestri di atti all’Asi Ex vertici sotto inchiesta per «abuso»

Gli inquirenti stanno passando al setaccio le graduatorie formulate fino al 2007 per l’assegnazione delle aree alle aziende

CALTANISSETTA. Tredici indagati per abuso d'ufficio sull'onda di perquisizioni e «sequestri» della guardia di finanza negli uffici dell'Asi. Sotto i riflettori la vecchia gestione delle aree da assegnare da parte dello stesso Consorzio. L'indagine delle fiamme gialle è scandita da due tappe, sotto il profilo temporale. La prima, quella più consistente per numero di coinvolgimenti, si ferma al management del 2006. E sta prendendo in esame il quadro della situazione fino a sei anni fa. Per l'esattezza fino all'11 novembre del 2006. E poi scivolando a ritroso nel tempo anteriore.

Ma il filone d'inchiesta delle fiamme gialle non si esaurisce qui. V'è un altro braccio, che coinvolge altri due ex funzionari del Consorzio di sviluppo industriale, che ha posto sul tappeto una vicenda specifica e riferita ad un altro periodo rispetto alla prima parte del dossier. In questa circostanza, infatti, i due dirigenti sono tirati in ballo, sempre per l'ipotesi di abuso d'ufficio in concorso, per un particolare episodio che risale a cinque anni fa. Più in dettaglio la guardia di finanza e la procura lo hanno collocato il 14 novembre del 2007. E anche in questo caso è legata a questioni di graduatorie poi finalizzate all'assegnazione di aree alle aziende, con i benefici correlati. È su questo fronte che si sta concentrando il lavoro di fiamme gialle e magistrati, per un quadro ancora in evoluzione.

Se dal punto di vista investigativo gli inquirenti hanno già tracciato uno spaccato, di contro sono in corso altre attività tese ad aggiungere altri tasselli. Per fornire un scenario globale ancor più esaustivo. Nel mirino di magistrati e finanzieri sono finiti gli ex vertici del consorzio. I primi undici, tra presidente, il suo vice, il direttore generale e l'intero consiglio direttivo che, secondo la teoria accusatoria, avrebbe disatteso una legge regionale che prevede la formazione e poi l'aggiornamento periodico di una graduatoria di aziende.

Lista che è finalizzata a stabilire la classificazione in base a cui assegnare le aree. Eludendo il dettato regionale - sempre secondo la tesi degli inquirenti - le alte sfere dell'Asi avrebbero finito per avvantaggiare alcune ditte, quelle che hanno beneficiato di aree, sfavorendone altre.
Scenario analogo ma riferito a un particolare episodio è quello per cui sono stati tirati in ballo l'allora commissario straordinario del Consorzio e il direttore generale.
Pure loro avrebbe «snobbato» la stessa legge regionale ma a trarne vantaggi con l'assegnazione dell'area - è la tesi investigativa - sarebbe stata una sola azienda, la «Archimede srl», nel novembre di cinque anni fa.

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