Mussomeli, miracolo in sala operatoria: neonato "strappato" alla morte

Una storia a lieto fine frutto della tempestività e della bravura dei medici e degli infermieri dell'ospedale "Longo" che hanno salvato da morte certa un feto giunto alla quarantesima settimana

MUSSOMELI. I medici, professionisti le cui conoscenze li avvicinano più alla scienza che alla fede, non possono parlare di miracolo, ma di certo quello che è accaduto all'alba di ieri mattina all'ospedale Immacolata Longo ha qualcosa di straordinario e incredibile. In pochi minuti, quella che sembrava una tragedia annunciata si è tramutata nel miracolo (questo sì) di una nuova vita messa al mondo. Indubbiamente il merito è anche e soprattutto dell'equipe di sanitari che nelle prime ore della giornata di ieri hanno strappato alla morte una piccola creatura che stava venendo alla luce. Ed è ancora più indubbia l'importanza della presenza e della funzionalità del Punto nascita, fin troppo minacciato dalle continue avvisaglie di chiusura a firma dell'ultimo governo regionale. Il fatto, che segna una bellissima pagina di buona sanità, è avvenuto mentre la città stava quasi per svegliarsi.

Una storia a lieto fine frutto della tempestività e della bravura dei medici e degli infermieri del Longo che hanno salvato da morte certa un feto giunto alla quarantesima settimana. Ma ecco la cronaca. Attorno alle 5 del mattino è giunta dalla vicina Casteltermini una giovane donna gravida a termine che accusava dei forti dolori addominali. Ricoverata e visitata, dopo un tracciato apparso drammatico in cui si evidenziava la quasi assente attività cardiaca del feto, i medici hanno deciso di intervenire, e nonostante le scarse probabilità tentare di fare nascere quella creatura in pericolo. In soli tredici minuti la sala operatoria è stata approntata ed il personale è stato richiamato al lavoro. Medici, ostetrici, infermieri sono riusciti a portare a compimento il difficilissimo compito di estrarre dal ventre della puerpera il bambino che, dopo pochi secondi, apparsi eterni agli stessi operatori, ha emesso un liberatorio e dolcissimo pianto. All'interno della sala operatoria, raccontano i professionisti che hanno compiuto il miracolo, sono stati vissuti attimi di commozione per l'esito di una straordinaria impresa: essere riusciti a salvare un neonato da quella che sembrava per certi versi una missione impossibile.

Il bambino, del peso di 3,200 chilogrammi e la sua giovane mamma, stanno per fortuna entrambi bene. Un altro motivo per imprimere l'happy end al caso. Per la cronaca, l'equipe di sanitari era così composta: dai ginecologi Giuseppe Sorce e Maria La Rocca, dall'anestesista Rossella Di Giovanni, dagli infermieri Felice Stagnitto ed Enzo Schifano, dal ferrista Osvaldo Barba, dal medico pediatra Giuseppe Curiale e dall'ostetrico Milazzo. Un caso che dovrebbe fare riflettere l'appena eletto presidente della Regione Rosario Crocetta, che di certo sarà chiamato a dire la sua sulle disposizioni già prese dall'ex assessore regionale Massimo Russo.

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