Kylie Minogue, in un greatest hits i suoi 25 anni di carriera

Kylie Minogue scopre il piacere
dell'orchestra sinfonica e tenta di mostrare un aspetto nuovo
della sua personalità artistica di idolo del pop femminile.
"The Abbey Road Sessions" si intitola il suo nuovo album
registrato negli studi trasformati in leggenda dai Beatles
insieme alla sua band e a un'orchestra sinfonica.
Della Minogue del passato qui ci sono poche tracce, a
cominciare proprio dal suo fisico sempre più modificato dalla
chirurgia plastica. Con l'eccezione di "Flower", un inedito
scelto come singolo della raccolta (sopra il video), "The Abbey Road Sessions" è
un greatest hits dei suoi 25 anni di carriera in chiave più
intimistica. La vocina di Kylie, a confronto con il sound
sinfonico, ricorda quella dei gruppi vocali femminili (tipo
Ronettes) lanciati da Phil Spector all'inizio degli anni '60.
Agli appassionati non sfuggirà "Where the wild roses grow", il
remake del duetto inciso nel 1995 con Nick Cave che ha
registrato ex novo la sua parte vocale e non perso l'occasione
per portare il clima verso l'implacabile oscurità (la canzone
racconta la storia di un uomo che uccide la donna che ama e
lascia una rosa tra i denti del cadavere).
L'idea di fondo è adattare a un clima intimistico un
repertorio pop dance che dagli anni '90 al nuovo millennio ha
seguito l'evoluzione stilistica e tecnologica del genere in
chiave sexy a colpi di milioni di copie e tour milionari.

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