Gasperini, perché quelle sostituzioni?

PALERMO. Solo pareggi. Il Palermo non riesce a vincere . Per 60 minuti ha giocato alla pari contro il Milan, anzi lo ha messo sotto, grazie ad una manovra snella e puntuale: palla a terra, sempre di prima, per non dare il tempo agli avversari di ragionare. Il livello più alto raggiunto dalla gestione Gasperini.

E sono arrivati anche i gol, due acuti, il primo su rigore, per un fallo di mano di Abate, del capitano Fabrizio Miccoli, il secondo su tiro improvviso di Brienza, sul quale Amelia è rimasto letteralmente impietrito. Una partita insomma messa in discesa anche a livello mentale, dove si concentrano le maggiori paure del Palermo anche per effetto della modesta classifica.

Poi la mossa di Allegri di cambiare la strategia offensiva e il felice impatto con la partita di Bojan hanno convinto Gasperini  a cambiare anche lui senza che se ne avvertisse la necessità. Come prima mossa quella di rinunciare ad uno dei trequartisti, Brienza, per fare entrare un uomo di quantità e teoricamente bravo nelle ripartenze, cioè Giorgi.

Senza Brienza il dato oggettivo è che il gioco del Palermo s’è inceppato. Intanto perché a nostro avviso alla squadra è arrivato un messaggio di rinuncia (ad attaccare), che emersa nella prestazione dell’ultima mezzora, ma anche perché Giorgi ha altre caratteristiche.  Se aggiungiamo che non l’ha presa mai il motivo è presto trovato, ma non è stato l’unico.

Se proprio si doveva rinunciare a Brienza, ma non abbiamo capito perché così presto e sul 2-0,  forse sarebbe stato meglio mettere dentro Kurtic, per sostenere Barreto e Rios , ma anche perché nel nostro immaginario lo sloveno (volendo essere fantasiosi come il tecnico che ha inventato Donati centrale a tutto campo)  poteva assumere per caratteristiche il ruolo lasciato vacante proprio dall’ex barese. Bojan faceva il bello e il cattivo tempo all’interno del campo e lì avere un uomo in più per i rosa sarebbe stato utile.

Invece nel tentativo di contenere la valanga milanista, Gasperini ha messo dentro anche Cetto, che al primo intervento è stato ammonito, ricreando le condizioni per le quali era stato richiamato Garcia (perché non arretrare Mantovani in difesa?) e  legittimando la difesa ad oltranza e relegando definitivamente all’isolamento Miccoli, che da quel momento la palla non l’ha vista più.

Bravo Allegri a scegliere le mosse giuste  oppure incapace Gasperini a trovare le contromosse? Il dibattito è aperto già da ieri sera in tutta la città.

La storia della partita dice che nell’ultima mezzora le alchimie di Gasperini non hanno avuto fortuna. Il Milan ha schiacciato i rosa nella loro metà campo e lo scorrere lento dei minuti è diventato un’angoscia per i tifosi presenti e quelli davanti alla tv.

Particolare non trascurabile, il Milan ha fatto pure due gol. Con Montolivo e con El Shaarawy e alla fine poteva lasciare i rosa pure con un pugno di mosche in mano.

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