Regionali, la lunga lista dei bocciati eccellenti

PALERMO. Lasciano dopo 5 anni ruoli di primo piano nelle commissioni o la guida del gruppo. Uno tsunami ha spazzato via nomi eccellenti dagli scranni di sala d’Ercole. I deputati uscenti del Pdl e dei partiti autonomisti sono quelli che hanno subito le conseguenze peggiori della tornata elettorale.
Non ce l’ha fatta l’ex capogruppo dei berlusconiani, ma candidato con la lista del Cantiere Popolare, a Ragusa, INNOCENZO LEONTINI. Non è scattato il seggio in quel collegio per il partito. E dunque gli è valso a poco essere il più votato della lista. Più votato anche di GIUSEPPE DRAGO, ex presidente della Regione condannato per l’uso distorto dei fondi concessi al governatore. Gli scossoni nel partito, guidato da Saverio Romano, hanno avuto conseguenze anche su RUDY MAIRA, ormai ex capogruppo all’Ars, in lista a Caltanissetta. Saluta la poltrona l’ex presidente della commissione Affari Istituzioni, RICCARDO MINARDO, indagato per truffa. Come pure l’ex presidente della commissione Ambiente, FABIO MANCUSO. Entrambi nel Partito dei Siciliani.
Nella città nissena il Pdl dopo 20 anni non ottiene neppure un seggio. Resta così fuori l’ex sindaco di San Cataldo, RAIMONDO TORREGROSSA. Difficoltà pure nel Pd, dove non ottiene la conferma MIGUEL DONEGANI.
A Enna avviene un ricambio completo. Tutti e tre i deputati uscenti non ritorneranno in aula. Sono ELIO GALVAGNO del Pd, EDOARDO LEANZA del Pdl e uno degli uomini più vicini a Raffaele Lombardo, PAOLO COLIANNI, indagato per abusivismo edilizio.
Nell’agrigentino se Gianfranco Miccichè riesce a salvare in extremis Michele Cimino, il Pdl perde NINO BOSCO, uomo molto vicino ad Alfano. Gli azzurri escono molto rimaneggiati anche a Catania dove hanno ottenuto solo tre seggi contro gli otto delle elezioni del 2008.
A Siracusa va peggio al leader del movimento arancione, dal momento che non ha ottenuto neppure un seggio. Dunque non potrà contare sulla presenza all’Ars dell’altro suo fedelissimo, TITI BUFARDECI, che non è stato neppure il più votato della lista. Maggiori consensi, infatti, ha riscosso Maurizio Ranno. Nello stesso collegio nonostante una valanga di voti non ce l’ha fatta il parlamentare del Cantiere Popolare, PIPPO GIANNI. Resta fuori pure MARIO BONOMO del Movimento Popolare Siciliano, candidato con i finiani che non hanno superato lo sbarramento del 5 per cento.
Infine, nel capoluogo gli elettori hanno bocciato l’indagato FRANCO MINEO nella lista di Grande Sud. Nel Partito Democratico la bocciatura di primo piano è quella che ha dovuto incassare DAVIDE FARAONE. Non da meno quella di PINO APPRENDI, vicepresidente della commissione attività produttive. Il leader dei rottamatori è stato preceduto da Fabrizio Ferrandelli, Antonello Cracolici e dal segretario regionale, Giuseppe Lupo. Nel Cantiere Popolare arriva un secondo ko per MARIANNA CARONIA, che dopo non essere riuscita a vincere la corsa a sindaco di Palermo, ha dovuto cedere anche la poltrona di deputato regionale.

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