Il voto disgiunto anima il rush finale

Rosario Crocetta si dice sicuro di avere parte dei voti delle liste autonomiste e di quelle della sinistra che dovrebbero invece sostenere Miccichè e la Marano. Nello Musumeci rilancia puntando su parte dei voti dell’Udc

PALERMO. Rosario Crocetta si dice sicuro di avere parte dei voti delle liste autonomiste e di quelle della sinistra che dovrebbero invece sostenere Miccichè e la Marano. Nello Musumeci rilancia puntando su parte dei voti dell’Udc (che invece è alleato del Pd e sostiene l’ex sindaco di Gela). È ancora il voto disgiunto ad animare il rush finale della campagna elettorale.
La possibilità di votare per un candidato presidente di uno schieramento e per un candidato all’Ars di partiti rivali è offerta dalla legge elettorale siciliana. E le indiscrezioni della vigilia stanno facendo sgonfiare i sondaggi in mano ai partiti.
Ieri Gianfranco Miccichè - candidato di Grande Sud, Partito dei siciliani e Fli/Mps - ha rivelato che «le menzogne ridicole sul presunto voto della mia coalizione nascono da una telefonata che Silvio Berlusconi ha fatto al presidente Lombardo tentando in tutte le maniere di convincerlo a non votare per me. Lombardo ha risposto con un rifiuto netto». Secca la replica del Pdl affidata a Simona Vicari: «Miccichè non sa più cosa dire. All’inizio della campagna elettorale sosteneva perfino che Berlusconi tifava per lui».
A rilanciare l’ipotesi di un voto di esponenti dell’area Lombardo a favore di Crocetta è stato ieri Francesco Storace, leader nazionale de La Destra (il partito di Musumeci): «Nicola D’Agostino e Vincenzo Oliva provano a far votare per il candidato del centrosinistra. E Giovanni Pistorio, leader del Partito dei siciliani, si è spinto fino a dire che non considera un’offesa personale votare per Crocetta». Anche in questo caso secca la replica di Pistorio: «Falsità e illazioni ostruite ad arte con l'obiettivo di influenzare la campagna elettorale e di frenare l'avanzata di Miccichè e del fronte sicilianista».
Ma questo è un tema rilanciato in conferenza stampa anche da Musumeci: «È un fatto che ex assessori di Lombardo stiano spingendo vari medici ad aiutare Crocetta». Un chiaro riferimento a Pistorio che è stato assessore alla Sanità e probabilmente anche alla esplicita presa di posizione di Massimo Russo a favore del candidato di Pd e Udc.
Musumeci tuttavia ha rilanciato: «Temevo colpi bassi, ci hanno provato ma senza successo. In realtà io più di tutti beneficierò del voto disgiunto perchè gran parte dell’Udc voterà per me. E la stessa cosa succederà anche da sinistra». Ipotesi sempre smentite dall’Udc e dalla coalizione che sostiene la Marano.
Intanto Musumeci deve registrare a suo svantaggio la manovra che a Siracusa sta tentando un candidato della lista Cantiere popolare: Michele Mangiafico ha distribuito un fac simile della scheda elettorale in cui mostra come si fa a votare per sè e per Crocetta invece che per Musumeci. Lo spot del volantino è emblematicamente «Si può fare». «Una parte del mio elettorato mi ha chiesto di poter votare Crocetta e io gli ho spiegato come si fa» commenta Mangiafico.
Un clima che fa da assist a candidati di schieramenti senza partiti tradizionali. Per Gaspare Sturzo candidato alla presidenza spinto dalla omonima lista «mentre la politica di Crocetta, Musumeci, Miccichè e Lombardo e dei loro amici, si è fermata in friggitoria a gozzovigliare tra un inciucio e l'altro, un voto disgiunto e un dossier sull'avversario, noi stiamo costruendo una svolta democratica per la Sicilia e per il Paese con un progetto sociale, culturale, economico e politico diverso, improntato all'incontro tra aspirazione cristiana alla giustizia sociale e impegni costituzionali».

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