Sicilia, Cronaca

Berlusconi: obbligato a restare in campo

L’ex premier torna sulla sentenza che lo ha condannato a quattro anni per frode. Resta "per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me"

ROMA. Dopo la sentenza di condanna nel processo Mediaset, Silvio Berlusconi va all'attacco della magistratura. Anzi, dice che non ha alcuna intenzione di lasciare il campo della politica perchè «la giustizia non può andare avanti così. La nostra non è una vera democrazia, ma una dittatura dei magistrati, una magistratocrazia».

Accantonati i progetti di lavorare alla fondazione Luigi Berlusconi per costruire ospedali nei Paesi poveri (compito che porterà avanti Guido Bertolaso), al Milan («che ha bisogno di qualche cura») e all'università del libero pensiero, Berlusconi ha detto che si dedicherà a modernizzare l'Italia e partirà proprio con la giustizia.  I primi novanta minuti di questo nuovo campionato li ha spesi per la prima conferenza stampa: un'ora e mezza di show a parlare di politica, Merkel, elezioni e soprattutto processi e giustizia con i giornalisti a villa Gernetto, dove appunto vuole creare la sua università del libero pensiero, seduto simbolicamente sottouna riproduzione della Scuola di Atene di Raffaello. A riempire
la sala, oltre a reporter e cameramen sono arrivati anche tanti supporter del cavaliere come Michela Vittoria Brambilla, Daniela Santanchè, il coordinatore regionale Mario Mantovani, Paolo Romani, Paolo Bonaiuti e pure Roberto Lassini, indagato per i manifesti 'Via le Br dalle Procurè. Tutti venuti a dare il loro sostegno all'ex premier, pronti ad applaudire quando ha attaccato sulla giustizia. 

Ad aiutarlo anche il suo avvocato Nicolò Ghedini, al quale ha dato la parola per spiegare la sentenza 'inaccettabilè di condanna nel processo Mediaset. «Credo - ha sottolineato il
legale - che questa sia la peggior sentenza che mi sia capitato di vedere nei confronti di un cittadino». La «spiccata capacità a delinquere» di Berlusconi inserita nella sentenza,
secondo Ghedini, «è straordinaria. Hanno tratto le informazioni dai giornali di centrosinistra, certamente non dai dati della sua vita». Con l'avvocato, Berlusconi ha anche improvvisato un siparietto sui fondi per cui è accusato di evasione fiscale. Una evasione fiscale «ridicola 4,9 milioni nel 2001 e di 2,4 nel 2002», secondo l'ex premier perchè l'1% di quanto pagava di tasse Mediaset. Correzione di Ghedini: la percentuale è meno, perchè quello era l'imponibile. Conclusione di Berlusconi: «avrebbero dovuto dare al responsabile del gruppo una medaglia d'oro grande così come miglior contribuente italiano - ha commentato -, non una condanna».


E poi c'è lo «scandaloso» processo Ruby, che Berlusconi che «si basa su stupidaggini» anche se sulla sentenza non si pronuncia. Per spiegare il motivo rispolvera una vecchia
traduzione maccheronica dal latino che fece ai tempi dell'università: «tot capita tot sententiae, cioè tutto capita nelle sentenze». Perchè disavvventure del genere non succedano «ad altri - ha aggiunto - mi sento in dovere nel prossimo impegno politico
di mettere davanti a tutto l'azione per la riforma della giustizia». Questo significa separazione delle carriere fra pm e giudici, l'attuazione dell'articolo 111 sul giusto processo. «Ci sono molte situazioni che si devono cambiare. Non si può continuare con nessuna gerarchia all'interno dei pubblici ministeri. Credo che non ci possa essere più questa assoluta indipendenza dei pubblici ministeri che esiste solo in Italia». Su questo Berlusconi è in campo, pronto ad attaccare, anche andando in tv. «Dite a Vespa - ha concluso - che sono disponibile».

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