Gela, acqua inquinata a Caposoprano e Fondo Iozza: stop all'uso alimentare

Nel rione Piano Notaro si trovano l'ospedale civile «Vittorio Emanuele», uffici pubblici e cinque istituti scolastici, oltre a panifici, bar ed esercizi commerciali

GELA. È risultata batteriologicamente inquinata l'acqua distribuita dal Piano Notaro, a circa 15 mila persone di Gela che abitano nel rione omonimo del serbatoio e nei quartieri Caposoprano e Fondo Iozza, dove si trovano l'ospedale civile «Vittorio Emanuele», uffici pubblici e cinque istituti scolastici, oltre a panifici, bar ed esercizi commerciali. Il sindaco, Angelo Fasulo, ha emesso un'ordinanza con cui si autorizza l'utilizzo della fornitura idrica solo per la pulizia della casa e non per usi alimentari. Si attende l'avvio di un servizio alternativo di fornitura tramite autobotti. È stato il dipartimento di igiene dell'Asp n.2 di Caltanissetta a segnalare la presenza di inquinanti nell'acqua, le cui caratteristiche organolettiche presentano alterazione di torbidità e colore. Altri campioni sono stati già prelevati in giornata per essere sottoposti, domani mattina, ad analisi chimico-fisiche e batteriologiche. L'ordinanza resterà in vigore fino a quando non sarà individuata ed eliminata la causa dell'inquinamento. Lavori di ricerca e perlustrazioni lungo la rete sono stati avviati da Caltaqua e Siciliacque, ovvero i due enti gestori delle risorse e della distribuzione idrica in città.

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