Gela, carcere "costoso" per la Corte dei Conti

Tempi lunghi e costi eccessivi: queste, le pecche che emergono dalla relazione stilata dai magistrati che hanno concluso la loro indagine sul penitenziario di contrada Balate

GELA. Tempi troppo lunghi e costi eccessivi: queste, le pecche che emergono dalla relazione stilata dai magistrati della Corte dei conti che hanno concluso la loro indagine relativa al nuovo penitenziario di contrada Balate. La struttura, infatti, dopo decenni d'attesa, è stata inaugurata all'inizio dell'anno e, attualmente, ospita oltre novanta detenuti. I magistrati contabili, però, bacchettano i responsabili di ritardi ritenuti inammissibili. Stando al rapporto pubblicato oltre tre milioni di euro sono stati trasferiti dalle casse dello Stato per finanziare gli interventi necessari all'apertura della casa circondariale. Proprio queste somme sono finite nel mirino dei giudici. Nel rapporto, si legge che «i costi di questi interventi non appaiono sempre contenuti».

Il giudizio negativo emesso dopo le valutazioni compiute dai magistrati, comunque, viene mitigato dal buon esito della vicenda del carcere di contrada Balate, a differenza di altri, finalmente aperto e a disposizione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Insomma, ritardi e spese eccessive non hanno fatto da ingredienti decisivi per l'ennesima incompiuta. Il rapporto stilato dai magistrati contabili è stato trasmesso al direttore generale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Alfonso Sabella che, in questo modo, prenderà visione dei dati ritenuti anomali.

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