Delia, l’Eas condannato a pagare al Comune oltre 300 mila euro

Il tribunale di Caltanissetta, infatti, ha condannato l'Ente a pagare al comune ben 334.986,74 euro. Oltre all'Iva e agli interessi. Era dal 2009 che il comune chiedeva «la definizione dei rapporti tra le due parti»

DELIA. A otto anni dal suo scioglimento, il comune potrà finalmente recuperare il presunto credito vantato con l'Eas (Ente acquedotti siciliani). Il tribunale di Caltanissetta, infatti, ha condannato l'Ente a pagare al comune ben 334.986,74 euro. Oltre all'Iva e agli interessi. Era dal 2009 che il comune chiedeva «la definizione dei rapporti tra le due parti». Motivo per il quale, assistita dal legale di fiducia dell'Unione di comuni «Terre di collina», l'avvocato Antonio Campione, l'amministrazione municipale aveva deciso di rivolgersi al Tribunale di Caltanissetta. Il comune non intendeva assolutamente perdere i supposti ingenti crediti vantati verso l'ente che ha gestito il servizio idrico in Sicilia sino al 2004, quando fu posto in liquidazione e sostituito dagli Ato idrici. A conclusione del procedimento giudiziario, il Giudice unico del Tribunale di Caltanissetta Alfio Gabriele Fragalà, ha imposto all'ex Ente acquedotti siciliani di pagare il presunto debito nei confronti del comune di Delia. Dopo una lunga istruttoria, infatti, il Tribunale ha condiviso la tesi del Comune, difesa dall'avvocato Antonio Campione, e ha determinato il credito vantato dal comune, condannando l'EAS alle spese legali. Il sindaco di Delia Calogero Messana, ovviamente, ha espresso «soddisfazione per l'esito della causa». Oltre a essere stata accolta la tesi da sempre sostenuta dal comune, le somme che l'Eas dovrà versare andranno a rimpinguare il bilancio municipale. E forse aiuteranno a tamponare, se non a risolvere, alcuni problemi finanziari. Prospettiva allettante soprattutto in un periodo come l'attuale, nel quale i comuni, soprattutto se piccoli come quello di Delia, vedono ridursi i trasferimenti regionali e nazionali.

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