Patto fra alberghi e ristoranti «Così promuoviamo la Sicilia»

Cresce il numero delle strutture che hanno aderito all’associazione Le Soste di Ulisse. L’obiettivo è il rilancio dei tour enogastronomici nell’Isola

PALERMO. Altri due ristoranti annessi a due strutture che già facevano parte dell’associazione. Le Soste di Ulisse amplia il numero di soci con il Donna Carmela resort e l’hotel Signum. La prima struttura si trova a Riposto, l’altra a Malfa, a Salina. Sale così a 28 il numero dei ristoranti inseriti nel circuito de Le Soste di Ulisse con due nuovi interpreti della cucina del territorio di qualità: Michele Caruso e Giuseppe Puglisi, rispettivamente chef dell’hotel Signum e del Donna Carmela Resort.
L’associazione, che da 10 anni raggruppa ristoranti e alberghi siciliani d’eccellenza, nasce per offrire al viaggiatore un’accoglienza perfetta e di valorizzare l’enogastronomia siciliana di qualità. «L’ingresso di due nuovi soci è un’ulteriore conferma di quanto il lavoro delle Soste di Ulisse sia meticoloso e attento. Siamo contenti di annoverare nella nostra associazione queste due nuove realtà, emblema della ristorazione di qualità», dicono il presidente Enrico Briguglio e il segretario Giuseppe La Rosa. «Sotto l’effigie di Ulisse rappresentiamo l’eccellenza siciliana – dice Briguglio - e vogliamo portarla in giro per il mondo. Siamo stati i primi in Sicilia - aggiunge il segretario - a costituire una rete sul territorio fondata sulla qualità».
Tra i ristoranti che fanno parte del circuito ce ne sono due di Palermo: il Bye bye Blues a Mondello e l’Osteria dei Vespri situato nel centro storico. Sono invece 17 le strutture alberghiere che aderiscono alle Soste di Ulisse e dieci le cantine di cui una, Tasca d’Almerita, si trova nel capoluogo siciliano. «Abbiamo dato vita ad una rivoluzione nel campo della ristorazione siciliana – dice Briguglio – grazie al lavoro e alla continua ricerca portata avanti dagli operatori del settore turistico che aderiscono all’associazione. Lo scopo de Le Soste di Ulisse è quello di far conoscere le eccellenze siciliane al di fuori della nostra terra, cercando di incrementare il settore turistico». La ristorazione mira alla qualità e prima che una struttura alberghiera o un ristorante entrino a fare parte dell’associazione passano almeno due anni. Un periodo in cui chi fa richiesta di aderire viene monitorato per vedere se rispecchia l’eccellenza che l’associazione ha come requisito fondamentale per permettere l’ingresso al suo interno. A Le Soste di Ulisse aderiscono cinque ambasciatori del gusto. Tra questi, Davide Scabin che al Combal.zero di Torino incanta i suoi ospiti con preparazioni uniche: «Sono orgoglioso di poter comunicare nel mondo la cucina della Sicilia che per me rappresenta la California italiana». I fratelli Raffaele e Massimiliano Alajmo, ristoratori da tre generazioni, del ristorante Le Calandre di Rubano in provincia di Padova, sono protagonisti di una cucina, che fonda i suoi valori su leggerezza e rispetto dell’ingrediente. «Essere ambasciatori delle Soste di Ulisse - dicono i fratelli - significa diventare i portavoce di una terra e di una cultura millenaria, che attraverso la cucina ha saputo esprimere grande sensibilità ed estro creativo». Altro ambasciatore, Heinz Beck che ha accettato questa iniziativa per proteggere, valorizzare e far conoscere questa terra. «Una terra a cui mi sono legato quando ho conosciuto mia moglie Teresa, che mi ha fatto scoprire ed amare ogni angolo di questo eden baciato dal sole. Voglio far conoscere al mondo quanto l’Isola sia ricca di cultura, di bellezze e di paesaggi, il calore della gente, la loro ospitalità e il cibo sopraffino». Quinto ambasciatore, non ultimo per importanza, Nino Graziano: «Ho sempre creduto in questa iniziativa che riunisce il meglio dell’enogastronomia e ospitalità siciliana, soprattutto oggi che sono in Russia – dice Nino – per cui essere ambasciatore mi inorgoglisce e incredibilmente mi lega in modo ancora più forte alla mia splendida Sicilia».

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