Aumento Imu a Riesi, consiglieri pronti alle dimissioni

La tariffa per la seconda abitazione dovrebbe salire di 2 punti. Gli introiti servono a fronteggiare i minori trasferimenti

RIESI. Tira aria di dimissioni in Consiglio comunale. Già, perché alcuni consiglieri non sembrano intenzionati a sobbarcarsi il fardello dell’aumento dell’Imu (Imposta municipale unica) per la seconda casa di 2 punti (da un aliquota base di 0,76 a 0,96 per mille), proposto dall’amministrazione. La «patata bollente» approdata in aula, martedì sera, rischia anche di far rispolverare ad alcuni consiglieri la mozione di sfiducia al sindaco Salvatore Buttigè. E tanti altri colleghi d’aula, questa volta, sarebbero pronti a firmarla. L’aumento Imu tradotto in termini pratici, significa un aggravio per le tasche dei riesini. Una stangata per i cittadini, di cui il Consiglio non sembra intenzionato ad assumersi la «paternità». Indice puntato contro l’assessore ai Tributi Pino Testa, che ha ribadito la necessità di proporre l’aumento Imu per far «quadrare i conti» del bilancio di previsione 2012, fronteggiare i minori trasferimenti di risorse economiche al Comune da parte di Stato e Regione, e rispettare patto di stabilità ed equilibrio di bilancio. «Qualcuno pensa che la giunta sia masochista o voglia imporre più tasse ai cittadini – dice l’assessore -. C’è la banda dei tripolini che vuole la mia testa. L’amministrazione si è semplicemente assunta la responsabilità di una scelta impopolare ma necessaria». Non la pensano così alcuni consiglieri che hanno chiesto le dimissioni di sindaco e assessori, poiché ritengono l’amministrazione l’unica responsabile del ritocco Imu. Per i rappresentanti dell’aula non tornerebbero neanche i conti fatti per far quadrare il bilancio. Sul documento finanziario si sono calcolate 860 mila euro di entrate derivanti da Imu su seconda casa, 100 mila euro da Imu prima casa, 100 mila euro da agevolazione Ici, 110 mila euro da recupero evasione Ici 2007, 100 mila euro da riscossione Ici 2006. Il consigliere Elio Angilella ha dimostrato che le entrate Ici e Imu previste non sono attendibili. «I 110 mila euro per il recupero evasione Ici 2007 ed i 100 mila euro per agevolazione Ici non sono verificati e certificati – spiega Angilella -. Il Testo unico Enti locali, prevede infatti che per inserire nel bilancio le entrate tributarie bisogna accertarle e certificarle. Le entrate pari a 860 mila euro per Imu seconda casa, compreso l’aumento, non sono attendibili poiché risultano sommate in più 80 mila euro. L’amministrazione con una più oculata politica delle entrate avrebbe evitato altre tasse per i cittadini». Adesso il Consiglio si trova ad un bivio. Approvare l’aumento dell’Imu o bocciarlo. Se entro il 31 ottobre il consiglio non approva il bilancio, verrà inviato un commissario che potrebbe decretare la decadenza dell’assise.

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