In Cattedrale l’ultimo abbraccio a Giuseppe

Commozione ai funerali dell’operaio di 53 anni che ha perso la vita giovedì pomeriggio dopo il volo di quindici metri da un’impalcatura di via San Giuliano

CALTANISSETTA. «Un uomo legato ai suoi affetti, al suo lavoro, il classico buon padre di famiglia, un eroe dell’ordinarietà dell’esistenza». Queste sono le parole che padre Gaetano Canalella ha usato per descrivere Giuseppe Ladelfa, l’operaio di 53 anni che ha perso la vita giovedì pomeriggio dopo il volo di quindici metri da un’impalcatura di via San Giuliano. Giuseppe Ladelfa è cresciuto nelle vie del centro storico, e lavorava da quando aveva quattordici anni. Uno di quegli uomini, e forse oggi pochi ce ne sono, per cui il senso del dovere veniva sopra ogni cosa. Piangevano ieri pomeriggio, disperati, i suoi genitori Francesco e Rosa, i suoi fratelli Rita, Elena, Massimo, Sergio e Giovanni, la moglie Graziella e i figli Francesco, Salvatore, Rosalba e Jessica. Una famiglia molto unita stretta in un dolore composto quella di Ladelfa, che forse avrebbe meritato la presenza delle istituzioni e molti hanno notato l’assenza del sindaco Michele Campisi e degli esponenti della giunta e del consiglio comunale. «I veri personaggi – ha detto padre Canalella, durante l’omelia – sono quelli che nel silenzio e nel sacrificio consumano la loro vita. Uomini e donne che costituiscono la base sana della nostra società. La vita umana è un bene prezioso che non è nella disponibilità di nessuno e quindi bisogna difenderla con ogni mezzo, ogni legge, ogni osservanza, delle regole per la sicurezza nei posti di lavoro». All’uscita della chiesa la figlia Rosalba ha letto, gridando quasi una lettera per ricordare quanto Giuseppe Ladelfa fosse padre stupendo, marito ideale e un nonno meraviglioso. «Come faccio adesso che non ci sei più – ha gridato Rosalba – vorrei che questo fosse un incubo da cui svegliarmi presto. Ho ancora bisogno di te». La moglie Graziella non ce l’ha fatta a reggere il dolore e fuori dalla Chiesa ha perso i sensi. Sul caso sono state aperte due inchieste una della Procura e una dell’Ispettorato del Lavoro. 

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