Messineo sul caso Napolitano: manca la norma per eliminare le intercettazioni

A proposito del conflitto di interessi sollevato dal capo dello Stato davanti alla Consulta, il procuratore capo di Palermo a Sky Tg24 dichiara: "Sarei felicissimo di distruggere i colloqui, ma non ci è consentito farlo"

PALERMO. "Sarei felicissimo di distruggere le intercettazioni, ma non c'é alcuna norma che ci consente di farlo". L'ha detto a Sky Tg24 il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a proposito del conflitto di interessi sollevato dal capo dello Stato davanti alla Consulta sulla mancata distruzione dei colloqui con il senatore Nicola Mancino, nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia.

"Nessuna affermazione irriguardosa nei confronti del Presidente della Repubblica ma solo un'argomentazione giuridica circa l'immunità di cui gode". Il procuratore di Palermo Francesco Messineo, in una dichiarazione all'ANSA, cerca di smorzare le polemiche circa il contenuto della memoria inviata alla Corte Costituzionale con la quale si costituisce in giudizio nel conflitto di attribuzioni sollevato dal Quirinale. In particolare nel passaggio in cui si sostiene che l'immunità totale vale solo per i re.

"Quel passaggio è una sintesi giornalistica di un'articolata argomentazione giuridica", spiega il procuratore. "Il ricorso è fondato proprio su questo assunto dell'immunità del Capo dello Stato. Se si estrapola solo un aspetto della nostra memoria il riferimento al monarca assoluto può apparire irriguardoso, ma non è assolutamente così. Da parte nostra c'é il massimo rispetto nei confronti del Capo dello Stato".

Messineo replica anche alle critiche mosse da autorevoli costituzionalisti, come Cesare Mirabelli e Paolo Armaroli, che ribadiscono in alcune interviste le loro perplessità circa l'operato della Procura di Palermo. "Anche la nostra memoria - osserva - è stata redatta da costituzionalisti, non sta a me dire se autorevoli o meno (i professori Alessandro Pace, Giovanni Serges e Mario Serio ndr), non si tratta certo della nostra opinione che conterebbe assai poco".

Il procuratore ribadisce infine la legittimità delle intercettazioni "disposte nei confronti di una persona che non gode di alcuna forma di tutela come l'ex senatore Mancino". "Non bisogna confondere - sottolinea Messineo - la questione dell'immunità di cui gode il Presidente della Repubblica con quella della legittimità di intercettazioni concesse da un giudice su nostra richiesta". Secondo il capo dei Pm di Palermo "altra questione è invece l'ascolto casuale di conversazioni che coinvolgono il Capo dello Stato e se in questo caso le intercettazioni debbano essere considerate da escludere o non ammissibili".

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