La Regione taglia gli affitti e cerca nuovi uffici

Se i proprietari non accetteranno la riduzione del 20 per cento delle pigioni, l'amministrazione cercherà nuovi locali, tra gli edifici del demanio, beni confiscati alla mafia o strutture di Province e Comuni

PALERMO. Se i proprietari degli immobili affittati alla Regione non accetteranno il taglio del 20 per cento delle pigioni come previsto dalla spending review approvata dalla giunta regionale per contenere le spese, l'amministrazione recederà i contratti e cercherà altri uffici privilegiando edifici del demanio, quelli del patrimonio pubblico regionale, i beni confiscati alla mafia o strutture di Province e Comuni con la formula del comodato d'uso gratuito.
E in ultima istanza è previsto anche il ricorso al mercato immobiliare attraverso un avviso "previa autorizzazione dell'assessorato all'Economia".

Le disposizioni sono contenute in un provvedimento "in materia di contenimento spesa locazioni passive" emesso dalla Ragioneria generale e indirizzati ai capi degli uffici della Regione e al dipartimento Bilancio. L'indicazione è quella di procedere con la rinegoziazione dei canoni di locazione dopo avere individuato le soluzioni alternative "economicamente più vantaggiose". In assenza di accordo, il ragioniere generale, Biagio Bossone, invita a "disdettare i contratti di locazione con decorrenza dal termine di scadenza" o ad applicare in deroga l'art.3 (comma 3) del dl 95 del 2012 "che prevede la disdetta entro il 31 dicembre del 2012, ovvero ad avvalersi, se presente in contratto, della clausola di recesso ove vengano meno le esigenze che hanno condotto alla stipula".
Inoltre ai capi degli uffici la Ragioneria chiede di verificare la possibilità di unificare più sedi territoriali in un solo ufficio, privilegiando gli immobili di proprietà della Regione e comunicando annualmente gli accorpamenti all'assessorato all'Economia. Gli archivi dovranno essere ripuliti dagli atti ritenuti di "scarto" con lo scopo di "avviare un processo di riunificazione in poli logistici degli archivi di deposito delle amministrazioni". Nella riorganizzazione sono inclusi anche gli enti pubblici sottoposti a vigilanza e controllo della Regione, i consorzi, le agenzie e le società a totale partecipazione regionale: dovranno effettuare "lo scambio gratuito di immobili o porzioni di essi non utilizzati per completare il piano di razionalizzazione e ottimizzazione dei costi di locazione passiva in essere".

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