Sicilia, Archivio

Blitz anti-mafia, ecco i nomi dei 21 indagati

Tra le accuse compaiono quelle di concussione, corruzione e frode informatica, peculato, concorso esterno in associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza

GELA. Questi i nomi e le imputazioni degli indagati raggiunti da ordine di custodia
cautelare in carcere, nell'inchiesta "Les jeux sont faits 2".

Sono Michele Campione, 55 anni, sostituto commissario della polizia di Stato, in servizio presso la polizia postale, accusato di concussione; Matteo Saracino, 49 anni, maresciallo
della guardia di finanza in servizio presso il comando provinciale di Caltanissetta e Francesco Nardulli, 59 anni, già maresciallo della Guardia di Finanza, in servizio presso la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Caltanissetta, oggi in pensione, entrambi per i reati di concorso in corruzione e in frode informatica e peculato; Agostino  Longo, 53 anni, assistente capo della polizia di Stato, in servizio presso la questura di Caltanissetta, per corruzione e concorso omissivo in frode informatica; Giuseppe Messina, 54 anni, assistente capo della polizia penitenziaria, per concorso esterno in associazione mafiosa; Alfredo D'Anna, 53 anni (inteso Angelo), vigile urbano presso il comune di Caltanissetta, e la moglie, Maria Grazia Amico, 49 anni, entrambi per i reati di concorso in corruzione e in frode informatica e peculato; Matteo Allegro, 32 anni, Salvatore Allegro, di 56 e Luigi Allegro, di 29 anni, imputati di concorso esterno in associazione mafiosa, illecita concorrenza con violenza, minaccia aggravata, frode informatica e peculato; Marco Angotti, 31 anni, per associazione mafiosa, illecita concorrenza con violenza e minaccia aggravata; Salvatore Di Marca, di 58 anni, per associazione mafiosa; Stefano Cristiano, di 51 anni, fornitore delle schede taroccate delle slot-machine, Salvatore Cataldi, 33 anni, stretto collaboratore di Matteo Allegro, e i commercianti Lirio Torregrossa, di 45 anni, Alfonso e Vincenzo Martorana, di 47 e 45 anni, Alessandro Foglietto, di 59 anni, sono tutti accusati di concorso in frode informatica e peculato; Giuseppe Vinci, di 39 anni, unico esercente di Gela tra gli arrestati, è accusato di illecita concorrenza con violenza e minaccia. Gli arresti domiciliari sono stati concessi a Biagio Mangiavillano, di 25 anni, e Matteo Lombardo, di 31 anni.


INTERDETTI ANCHE I GESTORI

Sono 21 le misure cautelari di interdizione dall'esercizio d'impresa, emesse dal gip del
tribunale di Caltanissetta. Il provvedimento è a carico dei titolari degli esercizi nei quali la mafia imponeva i propri video giochi taroccati.
Sono Luigi Lombardo, gestore della  Associazione "Il Redentore" di Via Giannone, Alessandro Domenico Farruggia, gestore del bar Agip di via Borremans, Vincenzo Lanzafame, del Bar Amedeo in viale Regina Margherita; Salvatore Fonti, gestore del Bar Aurora di via Niscemi; Franco Bingo, gestore del Bar Bingo di via Giannone Puglisi; Pietra Di Marco, del Bar Elton di via Colajanni; Giuseppe D'Anca e Anna Iapichino, gestori del Bar La Piazzetta di via Benintendi; Salvatore, Frangiamore, titolare del Bar Morrison di via Niscemi; Giuseppe Corbo, del Bar Piper di corso Umberto; Maria Catena Lipani, titolare del Bar Pit Stop di via Averna; Giuseppe Amedeo Foglietto, gestore del Bar Raoul Caffé in via Arco Alessi; Salvatore Arcangelo Romano, dell'omonimo bar sito in Viale Stefano Candura; Maria Paternò, titolare del Bar Stazione in Piazza Roma; Maurizio Lo Piano, gestore del Bar Trink di via Paladini; Santo Bassolino, gestore del Circolo Privato "Il Vesuvio" in via De Amicis; Giuseppe Monelli, titolare del Bar Zammuto sito in Piazza Garibaldi; Marco Michele Talluto, gestore della sala Bet Games 2000 di c/da Babbaurra; Michelangelo Vinciguerra, gestore del circolo ricreativo di via B. Di Figlia; Giuseppina Mannarà, della sala giochi Bet Games 2000 di Via Turati; tutti a Caltanissetta, e Fabio Massimiliano Saia, gestore della sala giochi Bet Games 2000 di via Veneto, a
San Cataldo.

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