Regione, soldi a trasporti e forestali

A 24 ore dall'annuncio dei 600 milioni sbloccati, Lombardo ha convocato la giunta per assegnare le risorse. Per i docenti della formazione professionale e i cassintegrati è tutto rinviato al secondo round

PALERMO. Al primo round la spuntano le 73 aziende private di trasporto, i 26 mila forestali e i circa 500 trattoristi dell’Esa. Strappano una promessa di ottenere fondi anche gli enti locali e, molto genericamente, anche le imprese fornitrici e quelle titolari di appalti per opere pubbliche. Per il resto - a cominciare dai docenti della formazione professionale e dai cassintegrati - è tutto rinviato al secondo round di uno scontro in giunta che ieri è andato avanti dalle 15 alle 20.
A 24 ore dall’annuncio con cui Roma ha sbloccato 600 milioni di spesa, svincolandoli dal tetto del patto di stabilità, Lombardo ha convocato la giunta per assegnare le risorse. Ma, nella sede di Catania, l’intesa non è stata raggiunta.

E la fotografia della giornata la offre l’assessore all’Istruzione Accursio Gallo, certo all’inizio di ricevere soldi per avviare i corsi di formazione e iniziare a pagare la cassa integrazione, e uscito invece senza un euro di stanziamento: «È una guerra fra poveri. Vorrei capire come farò a far iniziare i corsi, dare ossigeno alle scuole e far ripartire la cassa integrazione». Nulla, neppure una promessa, ha ricevuto anche l’assessore ai Beni culturali Amleto Trigilio.

La giunta - con una nota ufficiale - ha assicurato 24 milioni solo all’Anav, l’associazione del trasporto pubblico locale, che però ne chiedeva poco più di 40 essendo scesa con l’ultima finanziaria da 220 milioni a 177. Per capire il tenore della «sfida» tutta interna alla giunta, basti pensare che l’assessore all’Agricoltura Francesco Aiello chiede per la sua quota di forestali circa 80 milioni mentre il collega Alessandro Aricò (Territorio) ne chiede fra 15 e 30 per la parte restante: i tutto per aumentare le giornate di lavoro. Non tutte le somme arriveranno ai forestali malgrado Aiello abbia assicurato - racconta Gaetano Pensabene della Uil - che il più è fatto.

I problemi sulla strada di una difficile intesa sono acuiti dal fatto che il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, avrebbe inserito alcuni paletti che limitano la discrezionalità nella spesa di questi fondi. Ecco perchè i circa 300 enti della Tabella H destinatari di contributi a pioggia (e mance preelettorali), promessi con la Finanziaria ma mai arrivati, potrebbero dover attendere ancora a lungo. Mentre una corsia preferenziale, per espressa previsione romana, dovrebbe essere assegnata al cofinanziamento dei bandi per l’investimento dei fondi europei: la Regione insomma dovrà privilegiare questa spesa e fare la propria parte per evitare che Bruxelles ritiri i contributi a causa del mancato impiego.

La seduta della giunta è finita con un rinvio a martedì o mercoledì. Nell’attesa l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, dovrà trovare insieme al Ragioniere generale Biagio Bossone il punto di equilibrio.

Un primo vertice fra i due era previsto per ieri sera e potrebbe proseguire oggi. Intanto dall’esterno c’è il pressing dei sindacati. Claudio Barone, leader della Uil, chiede di «dare priorità alla soluzione delle emergenze, dalla formazione professionale alla cassa integrazione passando per i forestali». Mentre la Fp Cgil chiede di «assicurare i servizi degli enti locali e la fruizione dei beni culturali».

E mentre a Catania Lombardo metteva insieme ciòche resta della giunta dopo gli ultimi addii di Massimo Russo e Marco Venturi, a Palermo è andata in scena una riunione che ha ribaltato il destino di una delle principali società partecipate: Sicilia e Servizi era destinata alla liquidazione (già peraltro iniziata) ma una prima assemblea dei soci ieri ha avviato lo stop alla procedura. La società, destinataria di ingenti finanziamenti bloccati però dal governo, ha un braccio di ferro col socio privato che reclama decine di milioni: l’eventuale stop alla liquidazione sarebbe il segnale di un accordo fra la Regione e i privati. E lunedì l’Irfis potrebbe inglobare la società Sviluppo Italia.

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