Ars, ai deputati pure i bonus viaggi

Per andare da casa al lavoro, cioè al Parlamento regionale, c'è un contributo netto extra stipendio che va da 13 mila a quasi 16 mila euro all’anno. Eppure lo incassano - seppure dimezzato - anche i 20 deputati palermitani

PALERMO. Per andare da casa al lavoro, cioè al Parlamento regionale, ogni deputato ottiene un contributo netto extra stipendio che va da 13 mila a quasi 16 mila euro all’anno. Soldi che l’Ars concede per coprire le «spese sostenute per raggiungere la sede dell’Assemblea», come se a un qualunque lavoratore l’azienda pagasse la benzina. Malgrado una busta paga ricca di bonus, questo contributo è destinato ad abbattere il costo dello spostamento dalle province verso Palermo. Eppure lo incassano - seppure dimezzato - anche i 20 deputati palermitani, che di strada devono farne molto.
Si tratta di contributi aggiuntivi, senza obbligo di rendicontazione, tutti forfettari. E così, mentre in Piemonte e in Emilia scoppia il caso dei consiglieri regionali globetrotter che moltiplicano i chilometri percorsi per far aumentare il rimborso, qui il problema è stato risolto alla radice copiando le regole del Senato: tutto è forfettario, anche quando l’indennità sembra un doppione di altre voci della busta paga. Bonus che all’Ars costano circa 2 milioni all’anno.

Il primo contributo

Ciò che nelle altre Regioni viene calcolato «al chilometro» in Sicilia ha un importo fisso che varia, al rialzo, solo in base alla provenienza del deputato e al rango che riveste nel Parlamento. Il primo contributo incassato per viaggiare è quello per le «spese di trasporto ferroviario, marittimo e aereo»: vale 10.095 euro all’anno e ne hanno diritto alla stessa maniera tutti i 90 inquilini di Sala d’Ercole che incassano ogni tre mesi la quota del budget corrispondente. E così matura una spesa annua per le casse pubbliche pari a 908 mila euro.

Il secondo contributo

C’è però una seconda indennità, quella che copre appunto le «spese per raggiungere la sede del Parlamento». Vale 13.293 euro nette all’anno per ogni deputato che debba percorrere al massimo 100 km: è il caso - non frequentissimo - di chi abita più o meno alle porte della provincia di Palermo. Nella maggior parte dei casi rientra invece chi arriva da un paese o una città che dista più di 100 km: il contributo allora sale fino a 15.979 euro all’anno. Si dirà, chi vive a Palermo non deve affrontare le stesse spese. Eppure però il contributo arriva anche a questi 20 deputati, anche se ridotto fino a 6.646 euro al mese, cioè 132.929 euro all’anno. Mentre i 10 deputati del consiglio di presidenza, a cui spetta l’autoblu, incassano un contributo per le spese di viaggio dimezzato. In totale questo secondo contributo vale poco più di un milione all’anno. E si sommano al contributo da 4.180 euro che ogni deputato incassa, per finanziare la sua attività politica e pagare i portaborse, con l’obbligo di rendicontarne la metà e la possibilità autocertificare la spesa dell’altra parte.

I tagli e gli altri gettoni

A tutto ciò si aggiungono poi i 3.500 euro mensili di diaria, lo stipendio base da 5.101 euro netti e i gettoni aggiuntivi che spettano a chi ricopre cariche come la presidenza di commissione (2.984 euro) o la vicepresidenza dell’Ars (4.634 euro). Anche su queste voci dovrebbe pronunciarsi stamani il consiglio di presidenza dell’Ars, convocato dal presidente Francesco Cascio per provare in extremis a ridurre tutti gli extra che fanno lievitare il costo dei deputati a 21 milioni annui e quello dei gruppi (cioè dei partiti) a 12,6

Le missioni

Fatti salvi questi bonus l’Ars ha visto scendere negli ultimi anni la spesa per le missioni. Oggi un deputato che vuole andare fuori sede a rappresentare l’Ars deve essere autorizzato dal presidente Cascio. A quel punto, se va in una meta italiana, ha diritto a 387 euro al giorno per l’albergo più 154 euro al giorno come «indennità di missione»: una sorta di straordinario. Se raggiunge una meta estera il deputato ha diritto anche al pagamento del biglietto aereo e la somma per l’hotel varia da 258 euro a 464 a notte mentre l’indennità di missione cresce fino a 180 euro. Tutto ciò costa ogni anno circa 200 mila euro: nel 2012 da gennaio ad agosto le missioni autorizzate sono state 79 per una spesa di 72.100 euro.

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