Regione, è già toto assessori

Lagalla e Iacolino si contendono la sanità nel Pdl col quale Cascio potrebbe essere vicepresidente e Maira al vertice dell'Ars. Miccichè chiamerebbe Massimo Costa

PALERMO. Presentate le liste, scatta il toto assessori. Gianfranco Miccichè, candidato alla Presidenza della Regione per Grande Sud, Pds, Fli e Mps, in occasione dell'inaugurazione del comitato elettorale, spiega che nella sua squadra di governo potrebbero anche esserci un paio di assessori tecnici. Boatos vogliono, poi, che il saluto che Nello Musumeci, durante la convention al Politeama, ha rivolto a Roberto Lagalla non sia stato casuale. Il rettore dell'Università di Palermo potrebbe andare ad occupare una casella nella eventuale giunta di centrodestra.
Lagalla, vicino ad Alfano, è stato nell’ultima giunta Cuffaro assessore alla Sanità. Per quel ruolo però un pezzo del Pdl lavora in favore di Salvatore Iacolino, l’eurodeputato (anche lui vicino ad Alfano) è stato manager dell’Asp di Palermo e si sta misurando in campagna elettorale avendo inserito ben 12 candidati in varie province ed essendosi candidato lui stesso ad Agrigento. A Palermo, in particolare, Iacolino ha inserito 4 candidati: medici e infermieri che puntano a raccogliere il voto di chi boccia la riforma della sanità di Russo. Nel Pdl aspira a un ruolo in giunta anche Francesco Cascio, vicepresidente in pectore (anche se Musumeci non lo ha mai detto in pubblico). Lo stesso Musumeci ritaglierà un incarico probabilmente per uno dei leader de La Destra, Gino Ioppolo: l’uomo che ha lavorato alle liste. Nel Pid-Cantiere popolare le uniche ambizioni dichiarate sono quelle di Rudy Maira, che guarda alla presidenza dell’Ars. Per il resto sarà il primato all’interno delle liste a indicare i papabili assessori.


La squadra di Miccichè
Miccichè - candidato di Grande Sud, Fli e Partito dei siciliani - sebbene non faccia alcun nome, dichiara che nella sua squadra di governo entreranno «uno o due assessori tecnici». L’aver fatto salire, ieri, sul palco dell'ex cinema Tiffany il professore Massimo Costa, omonimo del candidato sindaco di Palermo sconfitto, per parlare di «moneta complementare», lascia intuire che il teorico dell’autonomista potrebbe essere uno di quegli assessori. Miccichè ha aperto il suo intervento con il «mantra» di questa campagna elettorale: la questione morale. Nella lista di Grande Sud a Palermo c'è infatti il deputato uscente Franco Mineo, sotto processo perché accusato di essere prestanome di boss e indagato in un'altra inchiesta anche per abuso di ufficio: «Non potevo rinunciare a candidarlo - ha detto -. Tra due mesi avremmo avuto il rimorso di non aver candidato una persona perbene».


I costi della politica
Intanto, Nello Musumeci torna a parlare di costi della politica: «Taglieremo le spese di rappresentanza della presidenza della Regione e mi rivolgerò all'Ars per fare altrettanto con i fondi dei gruppi. Stop ai fondi senza rendicontazione a disposizione del presidente, perché tutte le spese devono essere giustificate. La Regione deve essere una casa di vetro, perché i siciliani hanno il diritto di sapere come vengono spesi i fondi pubblici. Sopprimeremo gli enti inutili e taglieremo le auto blu».



Crocetta e la Fiat
Rosario Crocetta boccia la proposta di Miccichè di portare l'industria cinematografica a Termini: «Rinunciare all'industria dell'automobile è come dire alla Fiat che la può fare da padrona e poi mollare la Sicilia e i siciliani. Cercheremo assolutamente di utilizzare il sito per la vocazione industriale che ha».

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