Consorzi, assunti a sorpresa 136 precari

Malgrado le impugnative del Commissario dello Stato 112 stabilizzati a Catania e 24 a Palermo nei due principali enti destinati ad assicurare l'irrigazione in agricoltura

PALERMO. Le prime 22 stabilizzazioni sono state fatte all’inizio dell’estate a Catania, insieme al rinnovo di 21 contratti a termine, mentre scattava il commissariamento di tutti i consorzi di bonifica. Ma il piano, andato avanti amministrativamente fra fine luglio e agosto, verrà completato a giorni con la firma del contratto a tempo indeterminato da parte di altri 90 precari etnei e 24 palermitani. Scatta così l’operazione posto-fisso nei due principali consorzi di bonifica, gli enti destinati ad assicurare l’irrigazione in agricoltura. Il tutto malgrado da due anni il Commissario dello Stato impugni regolarmente ogni legge con cui l’Ars tenta di dare appiglio legale alle assunzioni.

Il piano
Le prime stabilizzazioni sono state firmate a Catania dal commissario straordinario dei consorzi di bonifica, Dario Cartabellotta, e dal direttore Rosario Di Rao. Nelle delibere si legge che «alcuni contratti sono stati prorogati più volte e dal febbraio del 2006 risultano senza soluzione di continuità». È la chiave di volta - per i vertici del consorzio - per affermare nella delibera che «si prende atto che questi contratti sono da considerarsi a tempo indeterminato in quanto hanno avuto una durata superiore a 36 mesi». In sostanza, secondo gli amministratori, un errore iniziale nelle stipula dei contratti a termine ha dato vita a un presupposto per assumere ed evitare un ricorso alla magistratura. Spiega il dirigente Di Rao: «Questo personale è sempre stato impiegato. Abbiamo solo trasformato il contratto a tempo indeterminato e in cambio loro hanno ritirato un ricorso». I 22 neo assunti sono stati inquadrati per la maggior parte nell’area A, la più bassa, ma ci sono anche due capi settore e un dirigente. Una delibera successiva prevede infatti «di rideterminare l’anzianità di servizio, a decorrere dalla data della prima assunzione, per l’attribuzione degli aumenti periodici e dei livelli di pertinenza».

La pioggia di ricorsi
La stessa operazione è in corso per altri 90 contrattisti storici: «Il bacino dei precari del consorzio etneo - spiega ancora Di Rao - è di circa 150 persone. La maggior parte ha superato i 200 giorni lavorativi per tre anni consecutivi. A questo punto hanno fatto ricorso e noi abbiamo iniziato a programmare l’assunzione, abbiamo già fatto una variazione di bilancio da 800 mila euro». E così, mentre Lombardo si dimetteva e scattava la campagna elettorale in vista del voto del 28 ottobre, il consorzio avviava le pratiche per le altre assunzioni: «Alcuni ricorsi - spiega Cartabellotta - sono già stati vinti. E se tutti avessero esito positivo alla Regione sarebbero costati 15 milioni di arretrati. Invece così c’è l’impegno a ritirare i ricorsi».


Gli altri precari

Ma il consorzio etneo ha anche rinnovato 21 contratti a termine, allungando la scadenza a fine novembre. E anche in questo caso non è mancato il colpo di scena: a 12 di questi precari è stato suggerito di stracciare il contratto che avevano in corso per poter firmarne uno nuovo con qualifica superiore. Infine, il consorzio ha dato vita alla figura dell’Ufficio legale consortile, attribuendo l’incarico di dirigente all’avvocato di Ramacca, Maurizio Nula. Per Cartabellotta «i consorzi di Catania e Palermo hanno dimostrato di poter sostenere finanziariamente le stabilizzazioni. E hanno anche una superficie irrigua - 25 mila ettari nel Catanese e 12 nel Palermitano - che rendono necessario questo personale». Il Commissario dello Stato ha sempre scritto nelle sue impugnative che le stabilizzazioni non possono avvenire per chiamata diretta e sono limitate alle qualifiche più basse. Cartabellotta aggiunge però che «questo personale è regolato da contratti nazionali e la loro vicenda nasce da provvedimenti della magistratura. Inoltre stiamo per ottenere dallo Stato 250 milioni per il miglioramento delle reti irrigue e dunque dovremo rendere più efficienti i consorzi. I problemi veri nasceranno per i precari dei consorzi di Enna e Ragusa, circa 600, in cui non ci sono i presupposti per le stabilizzazioni».

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