Gela, Ast in crisi: dimezzate le corse

L’azienda, vicina al collasso finanziario, ha deciso di ridurre drasticamente i servizi per contenere i costi

GELA. Un’azienda, l’Ast, che continua ad affrontare una crisi senza soluzioni di sorta: i trenta lavoratori del gruppo impegnati in città vivono sul filo dell’incertezza. Adesso, come risulta dai nuovi orari definiti dalla dirigenza, il taglio si è esteso anche alla tratta che dalla città garantiva il collegamento verso Siracusa. Una scelta assunta per contenere ulteriormente i costi: il collegamento verrà assicurato solo fino a Modica.
Nei programmi dell’azienda, infatti, l’opzione dello smantellamento della sede locale non è stata ancora eliminata. La riduzione del servizio riguarda, quasi indifferentemente, il trasporto urbano e quello extra urbano. Si rischia il collasso davanti ad una situazione già molto difficile. Per questa ragione, la prossima settimana, i lavoratori Ast sciopereranno per chiedere maggiori certezze e, soprattutto, la continuità del servizio in città. Per fare fronte alla crisi, i dirigenti dell’azienda, partecipata anche dalla regione, hanno deciso di mettere in vendita diversi beni immobili ricompresi nel patrimonio del gruppo. Nella lista, non dovrebbero rientrare immobili che l’Ast gestisce in città: nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di beni affittati. A rischio, ci sono servizi essenziali, dal trasporto studenti a quello degli anziani.
Il numero delle corse, da qualche mese, ha subito una decurtazione che rischia di toccare la soglia del cinquanta percento. Uno scenario sempre più cupo, quindi, che dovrebbe coinvolgere, almeno sul piano di una possibile soluzione della vertenza, l’amministrazione comunale. Dopo gli incontri avuti dal sindaco Angelo Fasulo, però, non sembra che le casse municipali possano sostenere i conti in rosso dell’Ast. Da tempo, i sindacati del settore chiedono un confronto direttamente ai dirigenti del gruppo: l’obiettivo, infatti, è quello di contenere i costi. Per diversi mesi, alcuni lavoratori impegnati in città sono stati costretti a spostarsi a Modica: dovendo sostenere spese non indifferenti. I responsabili dell’Ast ritengono la sede locale fin troppo onerosa sul piano economico. Così, il taglio del cinquanta percento è una delle opzioni seguite per ridurre le spese. Riduzioni che stanno coinvolgendo anche le tratte extraurbane dopo il blocco di alcune linee interne.
Nei mesi scorsi, infatti, alcuni collegamenti, soprattutto con le aree rurali, sono stati soppressi per evitare corse con pochi passeggeri. Una situazione ancora non risolta destinata a pesare sui dipendenti del gruppo che, già nelle scorse settimane, hanno dovuto fare i conti con diversi ritardi nel versamento delle retribuzioni. Adesso, i lavoratori attendono lo sciopero della prossima settimana e maggiori chiarimenti sul loro futuro. I conti dell’Ast, in ogni caso, rimangono in bilico con seri rischi per la stabilità del servizio.

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