Mercato fiorente con lo spaccio: migliaia di euro alla settimana

Operazione «giro di vite». Emergono nuovi particolari sul blitz antidroga eseguito da squadra mobile e guardia di finanza

CALTANISSETTA. Guadagni pazzeschi, fino a undicimila mila euro a settimana. Denaro che sarebbe finito nelle tasche di chi ha gestito, in regime di monopolio, dal 2006 ai giorni nostri il traffico e lo spaccio di droga in città. Il terminale sarebbe stato Vincenzo Ferrara, l'uomo d'onore che assieme ai fratelli Ivan e Fabio (pure arrestati) avrebbe "chiuso" i canali dello spaccio al minuto imponendo "forniture" di droga anche a chi si appoggiava ad altri versanti. Una figura di vertice, dunque, svelata inizialmente dal collaboratore di giustizia Elia Di Gati e successivamente corroborata da riscontri e da dichiarazioni spontanee di altri malavitosi. Difficile capire quanti sarebbero stati i ragazzini che venivano avvicinati per spacciare in bar e locali pubblici ai quali, in segno di ricompensa, venivano fornite dosi di droga. Si erano formate piccole squadre alle quali venivano assegnate zone di territorio ben precise, dal centro storico e alla periferia secondo criteri che venivano fissati di volta in volta in un garage della Cittadella preso in affitto da Manuel Mosca. Di Gati racconta l'approccio con l'organizzazione avviato dopo il 2009 quando conobbe Fabio Celestri (ritenuta la persona più vicina Vincenzo Ferrara). Racconta Di Gati: «Non andate a Catania io vi presento una persona e mi ha fatto conoscere Ivan Ferrara. Abbiamo iniziato mi dava un chilo, poi due chili a settimana e venti-trenta grammi di cocaina che io dividevo con altre persone o con altri ragazzi. Ferrara non voleva essere pagato prima - ha aggiunto - man mano che arrivavano i soldi dello smercio io gleli portavo. Settimanalmente diecimila, undicimila euro solo da parte mia, poi c'erano altre persone».
L'attività di Gati era però fortemente osteggiata dal padre il quale non voleva assolutamente che frequentasse quelle che vengono definite cattive amicizie. La strada però era stata tracciata.
«Mio padre - ha raccontato - era contrario. Un giorno venne da me Celestri e mi disse che Ferrara mi voleva parlare. Io accettati. Lui mi diceva i prezzi della cocaina e che me l'avrebbe data lui. Subito dopo un pò di ragazzi alla Cittadella ci siamo messi a parlare e i nquela circostanza abbiamo deciso di stare con Ferrara. A me non mi interesaava spacciare io la pigliavo e poi se le vedevano loro a piazzarla, perchè a me non m'interessa cummatiri con le bustine».
Il monopolio assoluto sarebbe scattato però nel 2009 quando i Ferrara hanno imposto che le droga non si doveva comprare da altri. E sicocme ai tempi c'era troppo commercio Di Gati spallegiato da altri amici avrebbero richiamato gli spacciatori che agivano i nlibertà o almeno quelli che riuscivano a piazzare cento grammi di fumo. A Caltanbissetta venivano a rifornirsi persone da Canicattì, San Cataldo, ma anche di Enna e di Gela.

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