Gela, il funerale si trasforma in rissa

Alla chiesa madre due fratelli si sono prima insultati e poi hanno dato vita ad una scazzottata davanti ai parenti del defunto

GELA. Un funerale trasformato in luogo di regolamento di conti tra fratelli. L'interno della Cattedrale in arena. È incredibile quanto accaduto venerdì sera durante una messa funebre. Due nuclei familiari coinvolti in una maxi scazzottata interrotta solo dall'intervento di altri parenti e persino dai componenti della banda musicale chiamata a suonare una marcetta funebre.
La lite è scoppiata all'interno della chiesa Madre, dove si stava celebrando il funerale di un uomo di 61 anni. Due fratelli, parenti del defunto, non si parlavano da anni. Vecchi rancori, ruggini mai superate, che sono esplosi in tutta la loro aggressività dentro la chiesa. Alla vista del fratello l'altro avrebbe esclamato. “Ti fai vedere solo adesso che è morto? Perchè non ti sei stato presente quando era ancora in vita?”. Un rimprovero che il fratello non ha digerito. A quel punto, noncuranti che si trovassero all'interno di un luogo di culto e non in un bar all'aperto, i due hanno iniziato a insultarsi. Dalle parole purtroppo si è passati anche alle vie di fatto, perchè ad un certo punto i due fratelli si sono messi le mani addosso. In chiesa è scoppiato un putiferio. Sono stati coinvolti anche altri fratelli e i componenti dei due nuclei familiari. Non è stato facile sedare gli animi bollenti, tant'è che alcune donne hanno dovuto chiedere soccorso all'esterno della Cattedrale. I primi ad intervenire sono stati i componenti della banda musicale che era stata chiamata a suonare la marcia funebre. I giovani musicisti hanno dovuto posare per i loro strumenti per scongiurare la maxi rissa e sedare la scazzottata.
I contendenti sono stati accompagnati fuori e il funerale è stato portato a termine. Oltre al dolore per la perdita del proprio caro, i parenti intimi dello scomparso ricorderanno quel giorno anche per il comportamento a dir poco irrispettoso dei due fratelli, che hanno scelto tempo e luogo sbagliato per rinfacciarsi vecchi rancori.

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