Regionali, le liste nel caos: è scontro sui candidati

Manca una settimana alla consegna. Nel Pdl ci sono troppi big in corsa e si stenta a inserire aspiranti deputati, mentre nel Pd c'è il caso di quelli di lungo corso che rischiano di restare fuori. Nell'area di Miccichè, invece, è girandola di nomi

PALERMO. Il listone Fli/Mps perde pezzi, il Pd non riesce a risolvere la grana dei deputati di lungo corso mentre il Pdl ha troppi big in campo e stenta a trovare gli ultimi candidati disponibili a entrare nella lista ufficiale. È scoppiato il caos nei partiti, a una settimana dalla scadenza del termine per depositare le liste.
Il balletto nel Nuovo polo
Con i sondaggi che danno tutti i partiti in calo di consensi, i deputati uscenti cercano di non sovrapporsi sotto lo stesso simbolo: soprattutto dove la previsione è di far scattare un solo seggio. E così a Palermo Riccardo Savona, fondatore dell’Mps, ha scelto di candidarsi nella lista di Grande Sud invece che in quella che nascerà dalla fusione del suo movimento con i finiani. La stessa mossa ha fatto Giovanni Greco che però ha optato per il Partito dei siciliano (ex Mpa). In questo modo nel listone Mps/Fli si evita la prova di forza con Alessandro Aricò, deputato e assessore uscente. A Palermo Grande Sud dovrebbe non ricandidare l’uscente Franco Mineo, raggiunto ieri - come scriviamo in cronaca - da un secondo avviso di garanzia per abuso d’ufficio dopo quello di un anno fa per fittizia intestazione di beni. Anche se al suo posto potrebbe andare in lista il figlio. È una situazione che si sta replicando nell’ennese. Giuseppe Abbate, ex assessore regionale all’Industria, non ha trovato spazio nella lista del Pds e ha scelto di passare in Grande Sud. Contro la candidatura di Abbate si era levata la protesta di alcuni big provinciali dell’Mpa, da Franco Catania a Giovanni Russo.
L’attacco di Musumeci
Ma se questi sono movimenti interni all’area che sostiene Miccichè, il candidato alla presidenza deve registrare l’addio di Paolo Ruggirello che ha lasciato il partito di Lombardo per passare nel Pdl trapanese (o nella lista Musumeci). Tanto è bastato a Musumeci per andare all’attacco: «Si dissolve quella che doveva essere la terza lista di Miccichè. Ha perso senso, non essendo più prospettabile il raggiungimento del 5% che permette di superare lo sbarramento». Un affondo per invogliare i finiani a transitare di nuovo nel centrodestra. E un nuovo tentativo di riportare lo stesso Miccichè nel centrodestra convincendolo a ritirare la candidatura. Proposte subito respinte da Grande Sud. Mentre il leader finiano Carmelo Briguglio sottolinea che «Savona è andato in una lista alleata, mentre Ruggirello è scappato dal confronto a Trapani con il nostro Marrocco. Così come Currenti a Messina non ha voluto misurarsi con me. Le liste Fli/Mps avranno un consenso ben superiore al 5%». I finiani sono certi che alcuni big dell’Mpa saranno nelle liste Fli per rafforzarle: è il caso di Sandro Oliveri a Palermo, Rossana Interlandi a Caltanissetta e Marco Consoli a Catania. Mentre il Pdl, soprattutto nelle piccole Province (da Siracusa a Caltanissetta e Agrigento) sta incontrando difficoltà a trovare gli ultimi nomi da inserire dietro i deputati uscenti per raggiungere il numero minimo di candidati: la prospettiva di correre per un solo seggio sta scoraggiando molti.
Gli scontri nel Pd
Nell’altra metà campo il Pd, che sostiene insieme all’Udc Rosario Crocetta, non è riuscito a sciogliere i nodi delle liste. A Enna è stato escluso Elio Galvagno, deputato di area margheritina con due legislature alle spalle: lo scontro con l’area Crisafulli è molto duro e solo lunedì la direzione regionale del partito prenderà una decisione. In bilico anche la candidatura di Lillo Speziale a Caltanissetta: il presidente uscente dell’Antimafia sarebbe alla sesta legislatura e chiede la deroga per aver superato il limite di tre mandati contando anche sull’appoggio sul sostegno della direzione provinciale. A Siracusa è scontro per la candidatura di Marika Cirone Di Marco che potrebbe anche andare nel listino (che assicurerebbe un seggio in caso di vittoria di Crocetta). Fra i pochi sicuri del posto in lista c’è, a Trapani, Giacomo Scala, che da presidente dell’Anci è anche in pole position per un ruolo di possibile assessore agli Enti locali.

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