Miccichè: "Aboliremo le autorizzazioni per le imprese"

Intervista esclusiva al leader di Grande Sud, candidato alla presidenza della Regione. Sul tavolo un programma che punta su liberalizzazioni e che strizza l'occhio a Orlando, all'Udc e ai rottamatori del Pd legati a Renzi

PALERMO. Aveva già preso le distanze da Berlusconi, adesso fa lo stesso anche rispetto a Dell’Utri. Gianfranco Miccichè, seduto nel suo studio di casa con in mano un’immagine del suo spot «sugnu siciliano» che guarda di continuo, mette sul tavolo un programma che punta su liberalizzazioni e incentivi alle imprese e su questo strizza l’occhio a Orlando, all’Udc e ai rottamatori del Pd legati a Renzi. Il candidato alla presidenza della Regione di Pds, Grande Sud e Fli/Mps apre così la sua campagna elettorale accendendo micce in tutti i partiti avversari.


GIA' NEL PRIMO CONFRONTO PUBBLICO A CEFALU', GIOVEDI' SCORSO; HA PRESO LE DISTANZE DA BERLUSCON DEFINENDO LA SUA STAGIONE "IL MALE PEGGIORE PER LA SICILIA". MA ALCUNI SUOI ALLEATI LE CONTESTANO LO STRETTO RAPPORTO CON DELL'UTRI, INSIEME AL QUALE FONDO' FORZA ITALIA NEL '94. COSTA RISPONDE AI FINIANI?



«Mi viene da sorridere. Secondo alcuni il rapporto fra me e Dell’Utri sarebbe talmente forte da condizionarmi sul piano della legalità. Intanto, finchè qualcuno non dimostra il contrario, per me Dell’Utri non è mafioso. Se il nostro rapporto fosse quello che descrivono, sarebbe passato nel mio partito. Invece la realtà è che io mi sono candidato contro Berlusconi e tutto quello che ne fa parte. Quindi anche contro Dell’Utri».


IL SUO RAPPORTO CON IL PDL E' ORMAI IRRECUPERABILE MALGRADO TUTTI I SONDAGGI DICANO CHE ALL'ARS BISOGNERA' CHE LE COALIZIONI SI ALLEINO PER FORMARE UNA MAGGIORANZA?


«Il problema del Pdl è la scarsezza dei vertici siciliani, che hanno rifiutato una mia dichiarazione d’amore nei confronti della Sicilia distruggendo un progetto che era vincente. Di fronte a tanta pochezza, mi convinco che il Pdl va battuto in modo netto. E anche il mio progetto per le Politiche è distante e contrario al Pdl. Il mio vecchio partito portando avanti l’alleanza con la Lega ha dimostrato di essere contro la Sicilia e di non tenere in considerazione gli interessi dei siciliani».


IMMAGINIAMO CHE FINISCA DAVVERO CON UN PRESIDENTE, LEI, SENZA UNA MAGGIORANZA. CON CHI DIALOGHERA' ALL'ARS PER GOVERNARE?


«La maggioranza si farà con chi sarà disposto a firmare una legge che è la parte centrale del mio programma, quella da cui tutto avrà inizio e che prevede di abolire il sistema delle autorizzazioni per sostituirlo con quello che permette solo i controlli successivi all’avvio degli investimenti. Bisogna togliere i vincoli all’attività economica e far ripartire la produzione siciliana. Chi non firmerà questa legge non farà parte della maggioranza. Lei si chiederà chi vorrei che firmi».


SI', GLIELO CHIEDO


«Spero lo faccia Orlando, l’intero Udc e Renzi del Pd».


MI SAREI ASPETTATO UN RIFERIMENTO A CROCETTA. SI DICE CHE LEI ABBIA GIA' UN ACCORDO COL CANDIDATO DI UDC E PD. E' COSI'?


«L’accordo è pura invenzione. Vuole sapere la verità? È una mia invenzione. Dovevo bloccare voci ridicole e provocatorie che il Pdl stava facendo circolare. Dicevano che ero pronto a ritirarmi per sostenere Musumeci. E allora ho fatto circolare la storia dell’accordo con Crocetta, che serviva a dimostrare che ero in partita e lavoravo contro il Pdl. Credo che neanche Crocetta farà accordi col Pdl. Però posso dire che la mia storia parte da sinistra e sono sicuro che ci sono palermitani di sinistra a cui risulterà difficile non votarmi».


LEI VA IN COALIZIONE CON IL PARTITO DEI SICILIANI DI LOMBARDO. EPPURE DUE ANNI FA E' USCITO DALLA SUA GIUNTA. NON è IN CONTRADDIZIONE?


«Lombardo per ora non lo vedo, lo sento ogni tanto ma parlo di più con Pistorio. Non abbiamo fatto un’alleanza per la giunta ma un patto sicilianista che vale per il futuro. E poi, mi scusi, Lombardo ha avuto certamente dei demeriti ma nei vari rami d’amministrazione hanno agito gli assessori. Si diceva fossero tecnici invece, tranne la Chinnici e Marino, l’influenza maggiore l’ha avuta chi oggi sostiene Crocetta. Con Lombardo ho fatto percorsi di grande intelligenza politica interrotti da errori tattici, come quello di allargare al Pd».


QUINDI LEI NON AVRA' TECNICI IN GIUNTA?


«Può escluderlo, penso solo a politici».


LA SOSTERRA' MAURIZIO ZAMPARINI?


«Ne sono certo».


PARLIAMO DEL PROGRAMMA, SI VA VERSO UNA STAGIONE DI CRISI ANCORA PIU' PROFONDA DA AFFRONTARE CON SCELTE CORAGGIOSE.


«Nessuno potrà costringerci a tagliare o licenziare. Possiamo trattare sul pareggio di bilancio, che per me comunque è una follia, ma nessuno si aspetti che lo facciamo in un anno. Dobbiamo impostare tutto per far ripartire gli investimenti. E la prima cosa è la legge sull’abolizione delle autorizzazioni per le imprese. Inoltre bisognerà educare la burocrazia a non dire sempre no. I dirigenti che diranno no, quando potrebbero dire sì, verranno licenziati e contro di loro attiveremo la procedura di danno erariale».


A PROPOSITO. DOVESSE VINCERE, TROVEREBBE LA MAPPA DELLE BUROCRAZIA DISEGNATA DA LOMBARDO AD OGNI LATITUDINE. OGNI BUCO E' STATO COPERTO. CAMBIERA' QUALCOSA?


«Prima di cambiare verificherò la disponibilità a una nuova mentalità. Bisogna lavorare per sbloccare e far ripartire la Sicilia. Chi dimostrerà di saperlo fare resterà al suo posto».


MI DICA QUALCHE ALTRO PUNTO DEL SUO PROGRAMMA.


«Bisogna risolvere il problema energetico. Io sono da sempre favorevole al fotovoltaico. Serve una strategia nuova per aiutare le imprese, tutte saranno trattate con i guanti ma io sono per incentivare solo i settori dell'agricoltura, del turismo e della ricerca».


NEL PIANO RIFIUTI SI PARLA DI NUOVO IN TERMOVALORIZZATORI. LEI NON ERA CONTRARIO QUALCHE ANNO FA. E ORA?


«Mi dicono che sono superati e che bisogna puntare su nuove tecnologie. Verificherò. Ma al mio amico Lombardo dico subito una cosa: non si può rimanere fermi perchè c’è la mafia. Bisogna fare le cose ostacolando la mafia».


LEI HA CREATO IL CENTRODESTRA, NEL 2000, LANCIANDO CUFFAOR A PALAZZO D'ORLEANS E DANDO LE CHIAVI DI FORZA ITALIA AD ALFANO. COSA LE RESTA DI QUELLA COALIZIONE?


«Il centrodestra è finito e non è più ricreabile. Eppure io ero disposto a fare un altro passo indietro per vincere insieme. Ma ora, vedrete, il Pdl resterà isolato: l’Udc ha ancora un peso mentre l’area di destra no. Noi, con Fli, il Partito dei siciliani di Lombardo e Pistorio, Fli e l’Mps costruiremo un nuovo partito unico sicilianista che avrà un peso nazionale. La prima tappa sarà la presidenza della Regione».

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