Regione, tagli all'Ast: studenti pendolari a rischio

La causa è la mancanza di fondi per rimettere in esercizio le corse delle autolinee autorizzate ogni anno da settembre a luglio. Per il patto di stabilità, adesso l'amministrazione regionale ha tagliato il budget per il trasporto pubblico da 222 milioni di euro a 177

PALERMO. Avvio di anno scolastico a rischio per gli studenti siciliani pendolari. I ragazzi non potranno raggiungere i propri istituti con i bus a causa della mancanza di fondi per rimettere in esercizio le corse delle autolinee che la Regione autorizza ogni anno da settembre a luglio. Da un lato c'è il taglio delle risorse della Regione ai danni dell'Ast (l'azienda dei trasporti regionale). Dall'altro lato, le aziende private concessionarie delle corse scolastiche non hanno più fondi per anticipare i costi di questi servizi aggiuntivi. La Regione - a causa del patto di stabilità - ha tagliato il budget annuale per il trasporto pubblico, da 222 milioni di euro a 177. A questo c'è da aggiungere che la stessa Regione non eroga i corrispettivi alle aziende private da aprile. Una somma pari a 80 milioni di euro.
Ieri gli imprenditori nella sede dell'Anav Sicilia, l'associazione che unisce 73 aziende private siciliane di trasporto pubblico, si sono riuniti in assemblea a Palermo dichiarando attraverso una lettera ad ogni prefetto della province siciliane «di non poter garantire le corse per gli studenti pendolari». Sulla stesso avviso anche la Fittel che raggruppa sette aziende. «Le aziende di trasporto pubblico locale aderenti alle due sigle non sono più in grado di assicurare i regolari servizi - dice Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia -. Lo abbiamo ribadito nel corso dell'assemblea generale che si è svolta nella nostra sede. Alla luce dei tagli 500 autisti rischiano la cassa integrazione».
Per il presidente di Anav Sicilia «dopo cinque mesi senza ricevere corrispettivi da parte della Regione, il comparto è in ginocchio. La Regione si è limitata a tagliare i corrispettivi, costringendo di fatto le aziende a tagliare i servizi. Da  domani invieremo la comunicazione a prefetture, comuni e provveditorati per ribadire la difficoltà delle nostre aziende ad assicurare regolari servizi di trasporto compresi quelli scolastici».
Le autolinee garantiscono il 70 per cento del trasporto per gli studenti e visto che anche l'Ast è alle prese con una grave crisi economica e di liquidità, quest'anno scolastico rischia di essere davvero nero per gli studenti. «La Regione - prosegue - non ha ancora inspiegabilmente risposto ad una nostra proposta che potrebbe far risparmiare le casse regionali circa 50 milioni di euro in cambio di un prolungamento della durata del contratto che consentirebbe alle aziende di ammortizzare in alcuni anni le perdite causate dai tagli. Ci siamo inoltre dichiarati disponibili a ridurre solo del 10 per cento i servizi a tutela e beneficio della collettività. In questo modo si eviterebbe un grave e pesante contenzioso tra aziende e amministrazione regionale».
Per oggi è fissato l'incontro con i sindacati regionali di categoria che tenteranno di strappare un impegno alla Regione per anticipare i pagamenti e garantire il pagamento dei soldi attesi dalle società di trasporto privato.

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