L'Agrigento contemporanea

Nella città dei Templi ha avuto luogo “Divinazioni/Divinations”, uno spettacolo suggestivo e intenso. Villa Aurea, all’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento che si è trasformata in residenza d’artista accogliendo installazioni, suoni e suggestioni

AGRIGENTO. Ieri sera in una insolita Agrigento ha avuto luogo “Divinazioni/Divinations”, uno spettacolo suggestivo e intenso. Villa Aurea, all’interno del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento  che si è trasformata in residenza d’artista accogliendo installazioni, suoni e suggestioni contemporanee. Protagonisti Domenico Sciajno e Sergio Zavattieri per un progetto promosso dal Parco, ideato e curato da Giusi Diana.

“L’obiettivo - spiega la curatrice - è quello di coniugare archeologia, paesaggio visivo e sonoro, ricerca estetica e innovazione tecnologica secondo una visione dinamica della storia che l'arte è chiamata a vivificare, attraverso lo sguardo peculiare del presente”.
Si tratta di un progetto pilota che mette intelligentemente in relazione il patrimonio archeologico, inestimabile, ma forse troppo spesso reso invisibile dalla consuetudine,  con l'arte contemporanea, educando alla consapevolezza che il confronto tra i nuovi linguaggi culturali e il contesto storico,  non banalmente scristallizzato, puó produrre nuovi modi di vivere e percepire ciò  che, da secoli, ci appartiene.

Domenico Sciajno (compositore e performer) e Sergio Zavattieri (fotografo) ad Agrigento dal 18 agosto, hanno realizzati opere site specific generate dalle suggestioni emanate dalla Valle dei Templi in una interessante operazione che ha coinvolto in queste settimane anche i non addetti ai lavori : i visitatori, infatti, hanno potuto accedere agli ateliers degli artisti e interagire con loro al processo creativo. Domenico Sciajno  con  “Morphedia”, installazione audio-visiva che si avvale di una spazializzazione sonora ha creato un ambiente immersivo, nel quale proprio il visitatore è la parte attiva dell’opera.  Sciajno ha raccolto immagini e suoni elettronici spazializzati all’interno della Valle nel corso di vere e proprie passeggiate sonore (soundwalks), archeologiche e naturalistiche.  É di Zavattieri invece  l' installazione “Continuum”, che racconta l'evoluzione della ricerca  fotografica di paesaggio, con uno sguardo quella a tema archeologico degli anni ’20 stabilendo un forte legame emotivo con il sogno di sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che nel 1920 trasferitosi a Villa Aurea finanziò importanti campagne di scavo nella Valle dei Templi.

Opere intense, avvolgenti, visionarie, che hanno amplificato la potenza di questi luoghi, e trasferito  al pubblico forti stimoli sensoriali, trasportandolo in una dimensione parallela alla realtà, popolata di atmosfere luminose, penombra, suoni e immagini capaci di emozionare.

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