Lombardo "licenzia" Vecchio: "La mia revoca è illegittima"

L'imprenditore sul piede di guerra: "L'atto è illegale e immotivato. Stiamo esaminando la prospettiva e presenteremo ricorso al Tar. In Italia esiste la libertà di parola". Il presidente dimissionario: "Non ha vinto concorsi e ha usato contro di me termini volgari"

PALERMO. «L'atto di revoca della mia nomina è illegale, illegittimo, immotivato e fondato solamente su motivazioni di carattere politico. Mi sento sicuro, stiamo esaminando la prospettiva e presenteremo ricorso al Tar per chiedere la sospensiva e chiedere di riottenere il posto in giunta, che ci spetta di diritto perchè nella sua attuale funzione, secondo noi, il presidente non ha più la possibilità di revoca e di nomina perchè dimissionario». L'ha detto, incontrando i giornalisti a Catania, l'imprenditore Andrea
Vecchio all'indomani del provvedimento di revoca della sua nomina ad assessore regionale alle infrastrutture e mobilità adottato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo. 

«In Italia - ha aggiunto Vecchio - credo che ancora ci sia la possibilità di esprimere liberamente le proprie idee. Di Pietro fa parte del parlamento nazionale e parla ogni 30 secondi contro Monti e il presidente della Repubblica, io non ho parlato contro nessuno, ma ho chiesto semplicemente che certi fatti venissero svolti in maniera chiara e trasparente». «Lombardo - ha proseguito Vecchio - dice di avere un parere da parte di un valentissimo studio nazionale. Una delle cose che ho chiesto - ha continuato Vecchio - e che Lombardo ha giudicato irriverente (mi ha detto: 'ma lei non si fida di me?'), era di avere quel parere depositato in giunta, fatto leggere a tutti gli assessori e verbalizzato. Vorremmo vedere i verbali».
  


LOMBARDO: NON HA VINTO NESSUN CONCORSO - «È indubitabile che il geometra Vecchio abbia sconsideratamente violato il rapporto di fiducia con il presidente, sul quale si fondava la sua nomina ad assessore. Il geometra, infatti, non aveva vinto alcun concorso. Egli ha usato termini volgari e irriguardosi nei confronti anche dei suoi colleghi di giunta provocando un clima di permanente tensione. Ha diffuso spesso notizie false, ad esempio a proposito di 'elargizioni di utilità elettoralisticà che la giunta avrebbe deliberato». Lo dice il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. «In effetti, nel contesto della crisi di liquidità che attraversa la Regione siciliana - aggiunge - sono state definite delle priorità nell'impiego delle risorse disponibili. Si sono privilegiati il »servizio al debito« (accantonamenti per pagare le rate di mutuo); gli stipendi ai dipendenti
(nessuno dei quali è stato assunto da questa amministrazione che, anzi, ha promosso la legge per il blocco delle assunzioni fin dal 2008); la formazione professionale, per colmare il ritardo del pagamento degli operatori».

 «Va sottolineato, inoltre, che dopo la presa di posizione della maggioranza degli assessori - prosegue - la presenza del geometra Vecchio in giunta, oltre a risultare ingombrante e
imbarazzante, rendeva impossibile il funzionamento dell'organo di governo data l'incompatibilità coi suoi colleghi, offesi e vilipesi. In quanto ai richiami alla legalità e alla
correttezza, per il geometra Vecchio si tratta di un pretesto agitato a fini politici e non solo. La giunta che ho avuto il privilegio di presiedere - conclude - opera correttamente oggi esattamente come ieri, quando a farne parte sono stati persone come Massimo Russo, Caterina Chinnici, Giosuè Marino, Pier Carmelo Russo, per citarne solo alcuni».

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