Regione, ancora 54 consulenti in carica

Costano complessivamente alle casse pubbliche 733.710 euro. Malgrado le dimissioni, la maggior parte degli incarichi esterni è stata assegnata dal presidente Lombardo, che detiene anche il record di numeri di rinnovi dei contratti

PALERMO. Malgrado le dimissioni di Lombardo, che lasciano alla giunta solo poteri di ordinaria amministrazione, sono in carica in questo momento 54 consulenti che costano complessivamente alle casse pubbliche 733.710 euro. E che si aggiungono ai 26 arruolati da gennaio in poi ma già scaduti e costati 39.789 euro. In pratica, nei soli otto mesi del 2012 sono stati messi sotto contratto 80 esterni per una spesa di 773.499 euro.
La maggior parte delle consulenze in corso, 18, sono state assegnate dal presidente Lombardo per una spesa che da sola raggiunge i 429 mila euro. Lombardo detiene anche il primato dei rinnovi degli incarichi alle stesse persone: 9 contratti ha sommato Beppe De Santis e altrettanti Pietro Garonna (recentemente candidatosi nella lista Mpa alle Amministrative di Palermo). Otto contratti ha avuto Serafina Perra, ex assessore di Lombardo alla Provincia di Catania.
In questo modo Lombardo ha praticamente tenuto per quattro anni consecutivi a Palazzo d’Orleans un plotoncino di fedelissimi entrato senza alcuna selezione: fra questi anche Antonino Andò, ex sindaco di Messina che ha sposato il progetto Mpa, e Biagio Semilia (che cura la comunicazione on line del presidente dimissionario). Fra i più pagati ci sono gli esperti che si stanno occupando dell’emergenza frane nel Messinese: Marco Navarra, Nicola Casigli, Enrico Foti e Michele Maugeri hanno un compenso da 48 mila euro.
Anche se il consulente più pagato rischiava di essere quello che l’assessorato al territorio intendeva selezionare per curare un progetto di salvaguardia di una rara specie di pianta, la Zelkova: il bando metteva in palio un contratto da 150 mila euro, poi bloccato in seguito alle polemiche che hanno portato ad assegnare a un dirigente interno l’incarico. Il nodo cruciale - del dibattito politico e ora dell’inchiesta della Corte dei Conti - resta però la reale attività di questi esterni all’amministrazione. I risultati dovevano essere tutti pubblicati su internet ma solo gli assessorati al Personale e all’Energia hanno rispettato la norma. Pubblicazione a parte, dai documenti emergono spesso pareri scontati.
È il caso dell’architetto Giuseppe Ippolito, arruolato dall’assessore Marco Venturi per analizzare la spesa dei fondi europei e che dopo alcuni mesi (oltre seimila euro di compenso) ha concluso che «ci sono criticità elevate e difficilmente risolvibili nel breve periodo»: tutto ciò mentre l’Europa bloccava 600 milioni per errori nella certificazione e la Corte dei conti avvertiva (gratuitamente) del rischio. E va ricordato che alcuni esperti dell’assessorato ai Rifiuti hanno scritto per mesi (incassando 12 mila euro) un piano che il governo non ha mai approvato. Stessa cosa si è ripetuta per il piano energetico: le spese per i consulenti viaggiano sempre più velocemente dell’approvazione dei piani attesi dalle imprese.
Mentre il professor Roberto Bruno, messinese arruolato all’Istruzione, ha realizzato «una dettagliata relazione – parole sue - sul tema dell’emigrazione fornendo anche una esaustiva bibliografia di riferimento». Eppure la macchina delle nomine non si ferma mai. Neppure l’assessore alle Infrastrutture, Andrea Vecchio, voce critica nel quinto governo Lombardo, ha resistito alla tentazione. Ha arruolato Corrado Rindone con compenso da 8 mila euro per un piano sul trasporto pubblico locale (settore a cui contemporaneamente sono stati tagli i fondi) e ha previsto che resti in servizio fino al 7 dicembre, quando ci sarà un nuovo governo.

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