Udinese fuori, in Champions solo due italiane

La squadra di Guidolin eliminata ai calci di rigore. Dopo il gol di Romero i friulani si sono fatti raggiungere a pochi minuti dalla fine. Dal dischetto decisivo un cucchiaio tentato da Maicosuel

UDINE. L'Udinese non ce la fa neanche questa volta. Per il secondo anno consecutivo il sogno Champions dei friulani sfuma nel preliminare, a un passo dalla qualificazione nella fase a gironi. Colpa di un cucchiaio tentato da Maicosuel nella lotteria dei calci di rigore.  
L'Italia comincia male la sua avventura nella coppa europea più prestigiosa. Per la prima volta dal 1998-99, quando il torneo ha assunto la denominazione attuale, si presenterà alla massima competizione europea soltanto con due squadre, Juventus e Milan. Da allora l'Italia aveva sempre avuto almeno tre squadre in Champions League.  Chi sorride è il Portogallo e José Peseiro. Dopo 7 anni dall'eliminazione nello spareggio Champions proprio per mano dell'Udinese, il tecnico portoghese, all'epoca sulla panchina dello Sporting Lisbona, si prende la sua rivincita. Molto amareggiato, invece, Francesco Guidolin che lascia intravedere perfino un possibile addio: "È colpa mia, ora devo riflettere sul futuro", dice amareggiato l'allenatore -. Evidentemente non sono in grado di guidare una squadra in Champions League perché ci sono arrivato troppe volte vicino e, dopo non averla mai presa, bisogna che uno si renda anche conto che forse non è capace di raggiungerla".   
L'Udinese sente la tensione della partita, quella "della vita", come l'ha definita alla vigilia l'allenatore bianconero. I friulani partono contratti, il centrocampo filtra poco. Sulla fascia sinistra manca la pressione necessaria a spingere la squadra in avanti. Inevitabile, dunque, che l' Udinese scopra il fianco ai tentativi di rimonta dei portoghesi, costretti dall'1-1 dell'andata a dover trovare il gol a tutti i costi, ma apparentemente più tranquilli sul rettangolo verde. Non è un caso se la prima palla gol del match arriva al 9' per la formazione di Peseiro. Willians sbaglia un appoggio, Mossorò ne approfitta e imbecca Lima, davanti a Brkic che compie il miracolo. Come era già successo all'andata, è l' Udinese a sbloccare il risultato, al 25', con un inserimento di Armero che, di testa, spinge in rete un assist di Basta, uno dei pochi a salvarsi in un centrocampo in evidente difficoltà. Il vantaggio sblocca i friulani, pericolosi nel finale di tempo. Il colpo del ko, invece, non arriva e la gara resta quanto mai aperta, con il Braga a stringere d'assedio la difesa friulana nella ripresa. Brkic fa l'impossibile. Si oppone a un paio di punizioni insidiose di Hugo Viana. Para tutto quello che può, ma con una squadra schiacciata davanti alla sua porta è costretto a capitolare su Ruben Micael al 26' della ripresa. Il pareggio fa saltare tutti gli schemi, l'Udinese ha paura e si vede. Inevitabile arrivare ai supplementari. E poi, dopo un finale al cardiopalma, ai calci di rigore.   
Le speranze per i bianconeri si infrangono sullo sciagurato tentativo di cucchiaio di Maicosuel, nel quarto rigore, e l'Udinese esce dalla competizione con le ossa rotte. E il contentino dell'Europa League non serve a placare l'amarezza dei bianconeri. "Ringrazio la squadra per quello che ha fatto in queste due partite. Ha speso tutto. Faccio i complimenti allo Sporting Braga, ha meritato più di noi - attacca un Guidolin più arrabbiato che mai, con parole che suonano quasi come un addio - sono estremamente amareggiato. Dispiace per i giocatori; per me, perché era la mia ultimissima occasione; per la città e per i tifosi. Evidentemente la Champions è stregata, almeno per me. E' difficile amalgamare subito e sostituire i giocatori se ne vanno via tanti. Un allenatore deve prendersi anche le sue responsabilità. Se non ce la faccio, vuol dire che non sono in grado di andare oltre. Ora devo andare a casa e fare delle riflessioni approfondite sul futuro". Peseiro, invece, si dice "molto soddisfatto, orgoglioso della squadra che allena".

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