Sicilia, Moda e Bellezza

Gli intramontabili Aviator dei divi di Hollywood

PALERMO. Vere e proprie leggende. Classici intramontabili, ancora oggi tra i più venduti. Sono gli Aviator e i Wayfarer di RayBan.
La goccia che ha reso più affascinanti divi di Hollywood del calibro di Clark Gable, Gregory Peck e in seguito Robert Redford e Tom Cruise - indimenticabili i suoi Aviator in Top Gun - è nata agli inizi degli anni '20, per proteggere gli occhi dei piloti americani. Il primo prototipo fu proprio un modello pensato per favorire gli aviatori in alta quota: il design a goccia seguiva perfettamente l'incavo dell'occhio. La prima montatura era leggerissima, pesava solo 150 grammi - caratteristica che non è mai scomparsa - e le lenti verdi in vetro minerale per filtrare i raggi infrarossi.
E mentre gli Aviator diventavano un vero e proprio mito, famosi anche per le loro apparizioni nel cinema, nascevano i Wayfarer. Primo occhiale di design, prodotto con un materiale diverso dal metallo - la plastica - fa la sua prima apparizione nel '52. In quegli anni iniziarono a vedersi "sul naso" di personaggi come Marilyn Monroe che non mancava di indossarli in ogni occasione. Non solo Marilyn, però, perché ai Wayfarer non rinunciava proprio nessuno: da Bob Dylan, a James Dean, da John F. Kennedy a John Lennon. La svolta, però, arrivò nel 1961 con il film Colazione da Tiffany. Un scherzo del destino che "aiutò" RayBan, trasformando i suoi Wayfarer in una vera e propria icona della moda. Audrey Hepburn, infatti, in quel film - contrariamente a quanto molti hanno sempre creduto - non indossava un Wayfarer, ma un modello simile firmato Persol.
Oggi entrambi i modelli sono tra i più richiesti e venduti. E nonostante le mode cambino, loro resistono sempre e rivivono una nuova giovinezza. I due modelli sono stati, infatti, ridisegnati, realizzati con nuove lenti e materiali, senza perdere mai la loro forma originale. E sono tornati "sul naso" di tanti, tantissimi appassionati, grazie anche al boom del vintage nei costumi e nella moda. Insomma, oggetti semplici che sono riusciti ad entrare nella storia e a trasformarsi in miti che non tramontano e che, forse, non tramonteranno mai. E.B.

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