Sanità, precari e forestali In bilancio previsti nuovi tagli

L'assessorato regionale all'Economia ha trasmesso agli uffici il "bozzone" per la stesura del documento di previsione per il 2013 e di quello pluriennale 2013-2015. La sforbiciata riguarda anche i pagamenti, -26% già dal prossimo anno

PALERMO. Chiunque vincerà le elezioni in Sicilia dovrà fare i conti con grossi problemi di bilancio, assenza di fondi per coprire alcune spese come la sanità o il precariato e nuovi tagli.
Mentre i partiti lavorano ad alleanze e candidature, l'assessorato all'Economia ha trasmesso a uffici e dipartimenti il "bozzone" per la stesura del bilancio di previsione per il 2013 e di quello pluriennale 2013-2015. Il documento conterrebbe una stretta con tagli sugli impegni di spesa nel 2013 per 1,3 miliardi, pari a una riduzione del 22% rispetto al budget 2011 che rientra all'interno del patto di stabilità. Il taglio salirà al 24% nel 2014 e nel 2015. La sforbiciata riguarda anche i pagamenti, -26% nel 2013 e -28% negli anni 2014 e 2015.
Non solo. Gli uffici del Bilancio avvertono che non ci sono i fondi necessari a coprire per interno alcune voci di spesa "aventi natura obbligatoria o di rilevante valenza sociale, per cui - si legge nella circolare firmata dall'assessore Gaetano Armao ai dipartimenti chiamati a presentare le proposte di spesa - potrà rendersi necessario ridurre ulteriormente i budget di spesa dei singoli dipartimenti regionali".
A rischio, scrive Armao nel "bozzone", ci sono il cofinanziamento alla spesa sanitaria, la copertura per il personale della Regione a tempo determinato e per il settore del precariato. E ancora la spesa per la forestazione e le attività antincendio, per gli impianti di dissalazione e per i capitoli relativi alle regolazioni contabili.

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