Mercoledì, 26 Luglio 2017

Windjet, sindacati divisi sulla strategia per il rilancio

Il salvataggio dei posti di lavoro accomuna tutti ma le strade no. Così se per la Cgil la compagnia area low-cost «può ripartire investendo 50 milioni di euro», per la Uil la strategia d'uscita è diametralmente opposta

ROMA. Il salvataggio dei posti di  lavoro  della Wind Jet e dell'indotto, circa 800 persone in tutto,  accomuna l'attività dei sindacati, ma la strada da seguire non  è condivisa dalle organizzazioni dei lavoratori. Così se per  la Cgil la compagnia area low-cost «può ripartire investendo  50 milioni di euro», visto che «la Newco esiste già, è  svincolata da ogni debito ed è provvista di Certificazione di  operatore aereo», per la Uil la strategia d'uscita è  diametralmente opposta: «convocare subito il tavolo  ministeriale» e seguire «l'unica strada percorribile: quella  del concordato preventivo con i creditori».     


La società continua a tacere «in attesa di sviluppi  concreti», ma la sopravvivenza di Wind Jet appare sempre più a  rischio. In attesa di una chiamata da Roma, dal ministero dei  Trasporti, e di conoscere il vero piano della compagnia aerea  catanese, in bilico tra fallimento e rilancio con tempi  strettissimi che rendono difficili trattative con compagnie  realmente interessate, domani i sindacati si confronteranno tra  loro e con i rappresentanti della Regione Sicilia davanti il  prefetto di Catania. La Regione ha problemi serissimi di  bilancio e liquidità, e difficilmente potrà mettere in campo  l'ipotizzata società mista per salvare Wind Jet.    


Le ipotesi maggiormente accreditate sono, al momento, il  concordato preventivo, la nomina di un commissario o la cessione  a un'altra compagnia. Contro quest'ultima tesi c'è il poco  tempo a disposizione degli amministratori di Wind Jet e il reale  interessamento di concorrenti-acquirenti. Certo gli slot da  Catania per Roma Fiumicino e Milano Linate fanno 'golà a molte  compagnie. I treni veloci hanno messo in ginocchio le rotte  aeree tra Roma e Milano, e così i voli tra la Capitale e  Catania sono diventati i più frequentati e maggiormente  remunerativi tra i collegamenti nazionali.     Questo spiega la corsa da parte di tutte compagnie aeree a  capire il futuro di Wind Jet: in molti sperano di entrare in  possesso di slot ad alta redditività in un mercato asfittico e  dai costi di gestione sempre più elevati. Senza dimenticare che  l'aeroporto di Catania sta per avere finanziamenti notevoli per  il suo potenziamento e grossi gruppi industriali e finanziari  sono interessati alla sua possibile privatizzazione.    


Scenari che preoccupano i sindacati che chiedono «tutele per  i dipendenti di Wind Jet e dell'indotto», e sollecitano una  «convocazione al ministero» anche per ottenere che «si  costruisca in tempi strettissimi una clausola sociale di  salvaguardia dei posti di lavoro». 

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook