Pagelle, tradiscono anche le punizioni di Miccoli

Davvero complicato trovare qualcuno che si salvi nella serataccia dell'esordio in campionato. La professionalità di Migliaccio premiata con la sufficienza. Nel Napoli Maggio e Cavani sugli scudi

PALERMO
Ujkani, 5. Secondo e terzo gol non sembrano essere dovuti a sue colpe. Nel primo di Hamsik non copre bene il primo palo, anche se lo slovacco fa partire una cannonata. Un paio di uscite non proprio sicure.
Cetto, 5,5. Fino al secondo gol, risulta il migliore della linea difensiva, mostrando più sicurezza e autorità rispetto ai compagni di reparto. Dal gol di Maggio, poi va in barca come il resto della squadra.
Von Bergen, 5. Ancora da scoprire. Ma certo, esordire come uno come Cavani non è il massimo della vita, specie poi quando ti fa fare in un paio di occasioni la figura della statuina. Fuori condizione. 
Munoz, 5. Parte impaurito con un pallone che gli pesa quanto una palla medicinale. Come se dovesse ancora scrollarsi di dosso fantasmi delle passate stagioni. Non è il principale colpevole del disastro della serata. È già qualcosa.
Pisano, 5. Rispetto a Bertolo che agisce dall’altro lato e deve vedersela con un treno come Maggio, ha la fortuna di avere dalle sue parti uno come Aronica, per indole più impegnato a difendere. A maggior ragione ci aspettava qualcosa in più dal suo lato che potesse mettere in difficoltà gli ospiti.
Barreto, 5. Parte meglio del compagno di reparto Donati. Ma appena va in riserva, diventa quasi nullo.
Budan (79’), sv.
Donati, 5. Ragionare in mezzo alle trottole napoletane impazzite è dura. Il regista ha difficoltà a giocare il pallone. Si affida a giocate semplici. Non di più.
Rios (55’), 6. Normale amministrazione. È entrato in una partita diventata complicatissima. Forse non la serata migliore per regalare qualche lampo. Da rivedere.
Brienza, 6. Peccato per la sua uscita per infortunio. L’uomo con le idee più chiare quando c’è da fare ripartire la squadra. Lo scugnizzo non è fortunato in quella che è la sua partita numero 200 in maglia rosa.
Migliaccio (28’), 6. “Gioca col cuore”, gli urla lo stadio quando entra. Il separato in casa gioca la sua partita con la solita professionalità. Non gli si poteva chiedere di salvare le sorti della serata.
Bertolo, 5. Cose discrete in avanti. Ma a destra il Napoli fa sfracelli con Maggio che lo svernicia regolarmente. L’argentino viene travolto da questa onda azzurra. Non a caso il primo gol arriva da quelle parti.
Hernandez, 4,5. Un piccolo animale dentro la tana dei lupi. Cannavaro e compagni non faticano a trattenere la Joja che si becca i fischi a fine gara per un tiro che arriva docile tra le mani di De Sanctis. Un’azione che fotografa la sua partita.
Miccoli, 5. Dai suoi piedi partono le occasioni più pericolose da due calci piazzati. Anche se ci si aspettava qualcosa in più, invece, nei calci di punizione più vicini alla porta. Sembrava l’unico modo per potere fare male a questo Napoli. Ma oggi neanche quello.
Sannino, 5. Si sbatte in panchina, ma fatica a trovare la minima contromisura al ciclone azzurro. Si profila una stagione da lacrime e sangue. Resistere non sarà facile, ma è giusto dargli fiducia.
NAPOLI
De Sanctis, 6,5; Campanaro, 6; Cannavaro, 6; Britos, 6; Maggio, 7; Behrami, 6,5; Inler, 6,5; Vargas (77’), sv; Hamsik, 6,5; Donadel (88’), sv; Aronica, 6; Insigne, 5; Dzemaili (61’), 6; Cavani, 6,5; Mazzarri, 6,5.

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