Alleanze, Pd a un bivio: aprire o no agli autonomisti?

Verso le elezioni regionali, il Partito democratico deve ancora decidere se allearsi coi lombadiani. Il capogruppo all'Ars, Cracolici, spinge verso questa scelta, mentre il segretario Lupo non è convinto. Intanto si aspetta la mossa di Leoluca Orlando

PALERMO. Nel settembre dello scorso anno la maggioranza del Pd disse sì al sostegno al governo Lombardo. Qualche mese fa fu ritirato il sostegno all’esecutivo. E giovedì, per la terza volta in quasi un anno, la Direzione regionale del Partito democratico potrebbe trovarsi nuovamente di fronte a un bivio: aprire o meno all’alleanza con gli autonomisti. «Ci occuperemo di altro - chiosa il segretario regionale Giuseppe Lupo - è una discussione che non si riapre perchè siamo alternativi ai berlusconiani e a Lombardo».
Il parlamentare regionale spiega che nella riunione della Direzione, alle 15,30 all’Nh hotel di Palermo, sarà proposta la candidatura di Rosario Crocetta per essere ratificata, ma nel Pd i malumori sono evidenti. «L’ammucchiata del centrodestra - dice il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici - è innaturale ed esempio della peggiore politica. Ma se dovesse realizzarsi sarebbe un grande delitto che il Pd avrebbe consumato. I democratici hanno ammazzato il centrodestra in Sicilia e in questo modo contribuirebbero a farlo rinascere. Rischiamo di morire di tatticismo».
In sostanza l’area Cracolici-Lumia proporrà di aprire l’asse Pd-Udc agli autonomisti: «C’è una discriminante che riguarda i berlusconiani - prosegue Cracolici - per il resto bisogna provare a costruire un rapporto tra progressisti e moderati che coinvolga gli autonomisti, nelle forme che valuteremo». Cracolici ha in serbo una proposta, che potrebbe trovare la sponda di altre aree, prima tra tutte quella Innovazioni di Nino Papania e Francantonio Genovese. Che però sembra più cauta: «La linea – spiega Baldo Gucciardi - è quella di ampliare la base di sostegno con l’Udc. È massima l’attenzione a Fli e Api, ma è chiaro che sarebbe opportuno allargare l’intesa col Nuovo Polo. Bene sta facendo Crocetta ad allargare la coalizione su un progetto e resta da capire solo chi ci sta». È in sostanza il tentativo non tanto di raggiungere l’intesa con tutta l’alleanza di centro, ma di provare a strappare pezzi del Nuovo Polo che mal si concilierebbero con lo schieramento di centrodestra, per anni all’opposizione del governo Lombardo. Che nel frattempo sta a guardare, è ormai a stretto contatto con Miccichè ma non ha ancora ufficializzato l’accordo su Musumeci.
Intanto Sinistra e Libertà, Federazione della Sinistra e i Verdi hanno annunciato che si ritroveranno insieme con un’unica lista per le prossime regionali, tentando così di superare lo sbarramento del 5 per cento. Una decisione che ha ricevuto la benedizione del segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ma resta legata alla decisione di Idv, che presenterà una lista col proprio simbolo. Claudio Fava resta «il candidato di maggior prestigio» spiega Antonio Marotta di Rifondazione, ma l’esponente di Sel sarà comunque oggetto di discussione nel momento in cui Leoluca Orlando annuncerà la sua scelta. «È un nome fortissimo, deve solo decidere» avrebbe detto il sindaco di Palermo ai partiti di sinistra, ma al momento il nome resta un oggetto misterioso. Neanche l’incontro tra il magistrato Antonio Ingroia e lo stesso Orlando ha fugato i dubbi.

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