Dall’Etna al Trapanese: così si punta sulla tradizione

PALERMO. Ecco i cinque nuovi presidi Slow Food e le loro caratteristiche:

Carciofo spinoso di Menfi
Il carciofo si coltiva su oltre 600 ettari, di cui soltanto 10 sono riservati al tradizionale "spinoso di Menfi" che vanta una qualità eccellente e un alto contenuto di lignina, che consente una migliore cottura e conservazione.

Cavolo trunzu di Aci
La zona di coltivazione è quella dell'antica Acireale. Il prodotto è un cavolo rapa con il bulbo a striature violacee che i terreni ricchi di minerali dell'Etna conferiscono a molti ortaggi locali. Il presidio nasce per valorizzare questa coltivazione nelle aree storiche sull'Etna.



Fagiolo cosaruciaru di Scicli
Cosaruciaru significa "cosa dolce", non a caso la dolcezza è una caratteristica di questo prodotto della provincia di Ragusa. È un cannellino color bianco-panna con una macchiolina marrone tendente al rosso.

Pomodoro siccagno
Viene prodotto nei comuni dell'alta valle del Belìce (Caltanissetta e Palermo). La lavorazione avviene nel pieno dell'estate così che per l'inverno le famiglie hanno la loro passata di pomodoro pronta.

Alaccia salata di Lampedusa
Assomiglia alla comune sardina ma è più tozza e più grande, e può arrivare anche a 30 centimentri di lunghezza. È presente in grandi banchi nel Mediterraneo meridionale.

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