Regionali, il Pd: "Nessun veto sull'Udc"

Il Partito democratico si ricompatta attorno all’alleanza con lo scudocrociato e respinge al mittente gli appelli di Leoluca Orlando e Claudio Fava. L’ultimo tentativo di ricompattare la coalizione è arrivato sui temi della legalità

PALERMO. Nessun veto sull’Udc e no alle primarie: il Partito democratico si ricompatta attorno all’alleanza con lo scudocrociato e respinge al mittente gli appelli di Leoluca Orlando e Claudio Fava.  L’ultimo tentativo di ricompattare la coalizione è arrivato sui temi della legalità. «L’alleanza tra il Pd e l'Udc - ha detto il segretario dei democratici, Giuseppe Lupo - è fondata su un programma di cambiamento della Sicilia, con al centro lo sviluppo produttivo, il lavoro e la legalità, che Rosario Crocetta saprà certamente interpretare al meglio». Sulla stessa linea Lillo Speziale, presidente della commissione regionale antimafia, che ha ricordato che «Fava ha dichiarato che tra i primi provvedimenti, in caso di sua elezione, ci sarebbe la riproposizione dell’emendamento, da me proposto, che impedisce agli imputati per reati di mafia di ottenere incarichi e di ricoprire cariche pubbliche. Quell’emendamento - ha aggiunto Speziale - ha avuto in aula il sostegno del partito democratico e del gruppo parlamentare dell’Udc, sostegno sancito dalle dichiarazioni rese dall’onorevole Giulia Adamo».



Il tentativo di ritrovarsi sul terreno della legalità è riscontrabile nelle dichiarazioni di Rosario Crocetta, che ha ricordato che nelle liste che lo sosterranno non ci saranno indagati per mafia. Quindi, riferendosi alle primarie di coalizione proposte da Claudio Fava, Crocetta ha detto che «Fava vuole la frammentazione e l'isolamento del centro-sinistra suggerendo una mossa che di fatto porta alla rottura dell'alleanza con l'Udc. Io lavoro per vincere le elezioni e per mettere insieme tutti gli uomini di buona volontà, progressisti e moderati. Fava invece vuole dividere e soprattutto vuole perdere». Parole che hanno riacceso lo scontro con Fava: «Le trattative di vertice, come quelle in corso nel centrodestra e quelle a cui non si sottrae Crocetta - ha detto l’esponente di Sel - sono il segno del vecchio ma indomito potere che ha mortificato e impoverito la Sicilia. Questa terra va liberata dai finti rivoluzionari, dai furbi e dai bugiardi, qualunque sia il partito che li propone».



Ed è rottura anche con Leoluca Orlando, per il quale «il Pd, proseguendo nella sua sfrenata corsa, propone adesso una alleanza con l'Udc, che per oltre 10 anni ha ”sgovernato” con Cuffaro e Lombardo. Questa scelta allontana il Pd da quelli che dovrebbero essere suoi alleati, da quella società civile che chiede con forza «Nei prossimi giorni sarà necessario definire programmi e candidature. Siamo al momento della verità. - conclude - Il Pd fermi la sua corsa». E un invito a costruire grandi alleanze arriva anche da Davide Faraone, deputato regionale: «Così divisi si perde. A Palermo il Pd ha costruito un'alleanza con Sel e ora, per le elezioni regionali, con l'Udc. Come se avessimo l'obbligo di stare sempre e solo in coppia, altro che grande alleanza».
 

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