Regione, a rischio lo stipendio di 60 mila precari

Una serie di vertenze ancora senza esito, Per risolvere alcuni dei contenziosi in atto, però, non ci sarà molto tempo. Appese ad un filo ex artiolo 23, ex Asu, ex Pip e dipendenti delle società partecipate

PALERMO. Una serie di vertenze ancora senza esito. Un esercito di precari, oltre 60 mila, che attendono risposte dalla Regione. E che busseranno alle porte di Palazzo d'Orleans e di Palazzo dei Normanni per sapere quale sarà il loro futuro. problemi che inevitabilmente saranno al centro della campagna elettorale e del governo che subentrerà all’esecutivo di Raffaele Lombardo. 

Per risolvere alcuni dei contenziosi in atto, però, non ci sarà molto tempo. I contratti dei 18 mila ex articolo 23, precari in carica agli enti locali, scadranno il 31 dicembre 2012, mentre per gli stipendi, spiega Massimo Bontempo del Movimento giovani lavoratori, «la Regione coprirà le spese al massimo fino a massimo ottobre, perchè invece di aver stanziato 314 milioni c’è una disponibilità di 294 milioni». Per la proroga ai contratti, l’esecutivo regionale chiederà misure urgenti a Roma. Ma per la stabilizzazione di questa platea di lavoratori, serve una deroga al Patto di stabilità.

Appeso a un filo anche il destino di circa 6 mila ex Asu, impegnata nei Comuni e in cooperativa. Costano circa 36 milioni all’anno. Con la decurtazione di 15 milioni del fondo unico del precariato, che ammontava a 309 milioni, i loro stipendi sono assicurati fino a ottobre. In Aula è stato bocciato un emendamento del deputato Marianna Caronia per garantire le indennità». Il 23 agosto hanno fissato un incontro con la deputazione perchè dal punto di vista contrattuale hanno una copertura fino al 31 dicembre, così come previsto dal governo nazionale.

Sono, invece, 3.300 gli ex Pip. Hanno bisogno di un milione di euro per arrivare fino a fine anno. Le maggiori difficoltà dovrebbero sorgere a dicembre. I sindacati non nascondono le preoccupazioni. Le hanno espresse alla commissione Bilancio dell'Ars. I lavoratori due anni fa erano transitati nella Social Trinacria onlus, che li ha contrattualizzati e ha siglato le convenzioni con 190 enti idonei a ricevere il personale. L’assessore Amleto Trigilio sta lavorando all’ipotesi di mettere a disposizione questa platea di lavoratori per tutti i dipartimenti della Regione.  Più recente è la questione dei forestali: settemila addetti all’antincendio sono senza stipendio da due mesi per via del patto di stabilità, cioè dei vincoli alla spesa imposti da Roma. A disposizione ci sono già circa 35 milioni di euro. Per erogarli servirà un intervento della giunta, che si riunirà giovedì prossimo, o un intervento del governo nazionale.

Ad attendere risposte sono anche i 2 mila dipendenti delle società partecipate Multiservizi, Beni Culturali Spa e Biosphera. Dovranno transitare nella nuova società consortile Servizi Ausiliari Sicilia, che nascerà dalle ceneri delle tre aziende. La giunta ha deciso di stabilizzare i lavoratori al termine della fusione tra le società. Stabilizzazione che non dovrebbe riguardare gli oltre 140 interinali, che però hanno fatto ricorso per chiedere la stabilizzazione e in alcuni casi hanno ricevuto il via libera del tribunale del lavoro. Ma sulle società incombe una norma nazionale che prevede che tutte le partecipate vengano vendute entro giugno 2013 o liquidate entro dicembre 2013. Chi la acquisterà erediterà il personale e la convenzione con la Regione per un quinquennio.

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